Page 19 - JUANA
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CORPUS CHRISTI
La Cattedrale di Santa Catalina è piena di gen-
te; sono tutti venuti per la festa del Corpus Chri-
sti, come si dice qui in America Latina. È sera e il
gelo dei 3.800 metri si fa sentire. Siamo a Juliaca
e ha inizio il solstizio d’inverno.
Il viaggio inizia con un bagno di folla nella
chiesa e questo riesce a toccare le corde più
profonde del mio essere prete. È una medicina,
è una vaccinazione. La gente riesce con la sua
fede a farmi riscoprire il motivo più profondo
del mio essere sacerdote. Io, in Italia, non riesco
a vedere questa fede; invece mi sembra che ci
sia una correlazione intima tra fede e povertà.
Questa gente è povera. Sono contadini, campe-
sinos che puzzano, sono pastori di lama, sono
commercianti. Eppure quando entrano in chiesa
i loro occhi si trasformano e pregano con una
tale forza e con una tale determinazione da la-
sciarmi incantato. Forse la prima ricchezza della
povertà è proprio il dono della fede?
Entri in queste chiese stile coloniale, ammiri
le pietre antiche e poi le statue della devozione
popolare: il Signor di Giustizia, se hai ricevuto
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