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ha fatto ardere di nuovo il cuore, ha riacceso
la speranza. Ora tutto è chiaro, si è ritrovata la
strada, la meta da raggiungere è tornata limpi-
da nella mente non più annebbiata dalla paura.
La comunità, allora, diviene il luogo in cui rac-
contare e rivivere, ascoltare e condividere. Tutto
questo si ripresenta alla memoria del cuore in
terra straniera, in una landa bruciata dal sole,
come leggiamo in questo originale “reportage”.
Su una strada sconosciuta si incrociano uomini
e donne che ti ravvivano il desiderio di cerca-
re, di andare, di uscire, di testimoniare che non
siamo soli, neanche quando la presunzione ci fa
andare fuori strada, ci impedisce di vedere, di
riconoscere, di accogliere. Leggendo il raccon-
to di queste pagine, nelle quali vibra ancora il
senso di paura e di sconcerto per aver smarrito
la via, si riscopre la bellezza della strada, luogo
di incontro e di scontro, di insidia e di verità, di
inganno e di fraternità.
Il martirio
Faccio fatica a continuare a scrivere dopo
aver letto l’ultima parte del testo. Vorrei lasciare
spazio al silenzio e alle lacrime, all’ascolto e al-
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