Page 66 - JAMES
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tra le missioni di Lango Baya e Chakama. Chia-
               mo Doreen e la ragazza, con molta generosità,
               si offre di accompagnarmi. Dopo aver bevuto
               una bevanda di frutta al mango usciamo dalla
               sua casa e lasciamo Malindi in direzione di un
               piccolo villaggio musulmano dove Nekesa vive.
               Doreen mi offre una coperta pulita da stendere
               sul giaciglio della capanna. Il tuk-tuk ci lascia
               ed entriamo nel piccolo villaggio accompagnati
               da Nekesa.
                  All’entrata del paesino di Maweni, il cui nome
               vuol dire “Pietre” e i cui abitanti sono in preva-
               lenza pescatori, quasi tutti di religione islamica,
               vediamo una grande latrina comune. Non esisto-
               no servizi igienici, non c’è acqua potabile non
               c’è luce. Il villaggio è impossibile da individuare
               sulle mappe perché si compone di un centinaio
               di “case” fatte di fango, sassi e qualche asse. Ci
               sono circa cento famiglie. In ogni famiglia ci so-
               no dai due ai dodici figli. Secondo le tradizioni
               keniote i mariti non sono praticamente presenti.
               Se riescono a lavorare escono in “barca” alla
               ricerca di pesce da vendere, altrimenti trascor-
               rono le giornate lontano dai figli e dalle mogli a
               bere “la bomba”, un liquore ricavato dal cocco


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