Page 62 - JAMES
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Una delle tante storie di terribile miseria che
               incrocia la mia vita incidendo nella carne i segni
               indelebili di una sofferenza e di una povertà che
               chiede radicali spiegazioni sulla vita l’ho vissuta
               nel villaggio di Maweni in Kenya. Si tratta della
               storia di Nekesa, una giovane donna di 35 anni
               che, sempre febbricitante, fa fatica a respirare e
               tossisce; che a motivo dell’AIDS conclamata deve
               ingerire quantità sorprendenti di farmaci senza
               però avere da nulla da mangiare. Contraddizioni
               di una vita schiantata in una capanna lurida è
               piccola.

                  Nekesa significa “Stagione del raccolto”, ma
               la giovane donna dall’occhio vivace, dalla sua
               vita ha raccolto solo pianto e lacrime.
                  Il primo uomo che la incontra si chiamava
               Wilson e da lui ha una prima bimba di nome
               Olga che, colpita dalla malaria, muore all’età di
               tre anni. Nasce poi Emmanuel che muore di tifo
               all’età di soli 3 mesi per aver ingerito acqua in-
               fetta. Con Wilson Nekesa concepisce infine una
               bimba di nome Benta che oggi ha 14 anni e vive
               in un orfanotrofio perché la donna non ha la
               possibilità di accudirla.


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