Page 19 - JAMES
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MTANGANI
Una vecchia conoscenza. Uno squallido car-
cere dell’Africa che non tiene prigionieri peri-
colosi criminali, ma poveri rubagalline da due
soldi. Già perché chi ruba i milioni non va in
galera, ma fa carriera. Che schifo la corruzione!
Che puzza... Eppure è libera, mai in carcere,
volto autentico del demonio... Sono tornato a
Mtangani. Cambiato direttore e morto un fun-
zionario corrotto di nome Michael, si può forse
ragionare e con il nuovo e giovane direttore di
nome Alì ragioniamo... e come! Subito d’accor-
do: nessuna bustarella, IBAN della prigione, nes-
suna elargizione personale o regalo. Ripropongo
secco i 4.000 euro per il dispensario con pro-
getto e budget scritto da portare in Italia sabato.
Stranamente Alì mi dice di sì, mi stringe la mano
e mi fa uscire con lui. Passeggiamo tra questa
folla di disperati! Le guardie del carcere scattano
sull’attenti all’arrivo del direttore. I poveri dispe-
rati, con casacche a strisce, si alzano in piedi.
Alcuni sono ammanettati, altri stanno andando
all’infermeria che dovremmo ricostruire. Con noi
c’è Philip. Il direttore mi mostra l’area di costru-
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