Page 109 - Halima
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L’ANELLO D’ORO A MALANGA

         semblea che prima risuonava dei bellissimi
         canti di comunione. Tolgo l’anello, ed inizio
         a parlare:
            “Grazie, cari amici, della vostra ospitalità.
         Vedete questo anello? Viene dal Messico ed
         è un segno, per me rappresenta un impegno:
         è il mio compromesso con il sangue del Mes-
         sico versato dalla violenza e significa il mio
         impegno nei confronti di coloro che soffro-
         no e che Fondazione Santina aiuta. Questo
         mio impegno è stato benedetto, il 19 maggio
         scorso, dal mio Vescovo Francesco a Berga-
         mo; poi questo anello è volato con me in Perù
         e nella foresta amazzonica mi è stato messo al
         dito quale segno di impegno in quella terra.
         Ora io voglio fare lo stesso qui a Malanga”.
            La gente mi guarda attenta e commossa.
         “Io vi dico che oggi voglio sposare la sofferen-
         za di Malanga, voglio portarla con me in Italia
         perché sia la mia forza nei momenti difficili e
         la mia risorsa per continuare a vivere l’uraga-
         no di carità scatenato dalla sofferenza di San-
         tina”. In prima fila c’è una signora anziana: è
         paralitica e si muove a fatica con le stampelle.
         La fisso negli occhi. Mi avvicino a Lei: “Come ti

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