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Vietnam
          HIEN

         le lacrime agli occhi; pensavo di non vederlo
         mai più e quel giorno ho pianto tanto… Poi
         un giorno, all’improvviso, dopo il complean-
         no di San Tina è apparso alla porta del Mai
         Tam e mi ha detto che suo padre era dispo-
         sto a prenderci in casa sua e che lui avrebbe
         lavorato per mantenere la figlia e me. L’ho
         abbracciato forte forte! Poi sono andata a
         conoscere la sua famiglia e così ci siamo tra-
         sferite da lui, mia figlia e io. Ora Dat sta venen-
         do a prenderci, e poi io devo andare a lavo-
         rare, e mi piacerebbe che tu lo conoscessi, ti
         va?”. Mentre mangio il riso con i bastoncini
         con la fatica solita degli occidentali, prendo
         appunti delle parole di Chau su un foglio di
         carta. Appoggio la biro blu, bevo un sorso di
         tè e rispondo: “Sarei felice di conoscere non
         solo Dat ma anche la sua famiglia: possiamo
         tornare insieme alla tua nuova casa?”. Chau è
         sorpresa ed accende il sorriso: “Davvero vie-
         ni, padre? Che bello! Ne saremo tutti felici!”.
         Padre Giuseppe capisce subito la situazio-
         ne: “Gigi, ti accompagno io in motorino, che
         ne dici?”. Guardo con riconoscenza il buon
         padre e lo ringrazio commosso. Suona il cel-

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