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SAN TINA

         pa. Con la morte nel cuore risalgo sulla moto
         dopo aver abbracciato forte forte San Tina,
         Chau e Dat. Padre Giuseppe mi dice: “Padre,
         non preoccuparti, non li perdi, li hai nel cuore
         ed ho il presentimento che li vedrai presto…
         Inoltre, se continui così, presto il mondo si
         riempirà di bimbe che si chiamano Santi-
         na!”. Scoppiamo a ridere e la moto del padre
         sfreccia nel centro di Saigon.
            Il volo verso Doha è sereno e la musica
         classica nelle mie cuffie accompagna il ricor-
         do di San Tina, ma non solo di lei: penso
         a Chau, Dat, Men, Doan e tanti altri che mi
         sono “entrati in vena” in questi giorni. Ho già
         nostalgia di loro e del Vietnam, in queste ore
         di malinconia; un popolo meraviglioso e raf-
         finato, misurato ed intelligente; una natura
         che non riesco a descrivere, tanta è la sua
         bellezza. Ho in valigia un sacco di riso bollito,
         me lo ha cucinato Men per quando arriverò a
         casa e non avrò nulla di pronto! Non è incre-
         dibile, la premura di questa donna? Domani
         e dopo a pranzo mangerò riso vietnamita e
         continuerò così a masticare la mia nostalgia e
         l’incanto di questi giorni, i giorni di un mera-

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