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SAN TINA
fai per questo centro!”. “Non preoccuparti,
prenderemo in adozione a distanza anche la
tua bambina”. Ci alziamo e il nostro discorso
continua anche a pranzo nonostante le diffi-
coltà della lingua e San Tina che corre da tutte
le parti.
È ora di imbarcarmi sul volo per Doha, mi
chiamano! Continuo a scrivere dall’aereo…
Ecco: sono al posto 22F, lungo il corridoio;
ascolto musica classica dopo aver consumato
una cena a base di pesce e spero di inviare
questo report da Doha – se trovo la linea… La
sera è tranquilla, alcuni passeggeri già dor-
mono; aiutato dalla bella musica continuo a
scrivere di Santina, o meglio di San Tina.
Durante il pranzo chiedo a Chau dove abi-
ta oggi: “Dopo la nascita di San Tina, il mio
ragazzo, Dat, curioso di conoscere sua figlia,
è venuto qui a trovarmi; io sono stata mol-
to dura con lui, gli ho detto in modo molto
chiaro che o si prendeva le sue responsabilità
oppure di non farsi più vedere”. “E lui come ti
ha risposto?”, domando io. “Se n’è andato con
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