Page 68 - Hien
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Vietnam
HIEN
È minuta, penso che la potrei alzare come un
fuscello. Mi colpiscono molto gli occhi neri,
a mandorla, con uno sguardo profondo. I
capelli sono lisci e neri, la pelle bianchissima
e le mani sembrano quelle di una bambina.
In effetti, noi occidentali abbiamo una corpo-
ratura più massiccia: da queste parti è diffici-
le trovare persone sovrappeso come invece
puoi trovare in America Latina o soprattutto
in America del Nord; rispetto a loro, più pic-
coli e minuti, mi sento grasso e impacciato.
Chau mi sorride: “La mia storia è triste. Ho
perso i miei genitori quando ero ancora mol-
to piccola: tutti e due erano ammalati di aids
e infatti, come sai, anche io sono hiv. Alla loro
morte sono stata affidata alle Suore della Cari-
tà, dove sono rimasta fino a quando avevo
15 anni, quando ho lasciato l’orfanotrofio e
mio zio mi ha preso in casa sua. La vita con
la sua famiglia non è stata semplice: lo zio mi
ha chiesto di lavorare in un bar per aiutare a
pagare le spese domestiche… ma quando ha
saputo che ero sierepositiva e che avrebbe
dovuto curarmi con medicine per lui costo-
se, mi ha cacciata di casa, e così le assistenti
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