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Vietnam
          HIEN

         un peperone; un’amica, imbarazzata e incre-
         dula, mi domanda: ‘Ma davvero tu sei hiv?’. E
         di nuovo risponde Lam: ‘Certo! Perché, tu non
         lo sapevi?’. Gigi, io smentisco, giuro che non è
         vero, che si è inventata tutto. E lei, quel demo-
         nio, con studiata lentezza prende dalla borsa
         il flacone delle pastiglie e lo mette in mano
         a Huê, la mia migliore amica! La ragazza, ter-
         rorizzata, lascia cadere il barattolo a terra… e
         davanti a tutti mi urla in faccia: ‘Siamo grandi
         amiche, io ti ho raccontato tutto di me, e tu?
         Tu non mi dici questa verità? Lo sai che potevi
         infettarmi? Abbiamo mangiato dallo stesso
         piatto, bevuto dallo stesso bicchiere, quando
         ti sei ferita ti ho disinfettato! E tu? Tu non mi
         dici nulla!!! Sparisci dalla mia vista e dalla mia
         vita!’. Io cerco di spiegarle, di dirle che non ci
         sono pericoli a frequentare una persona hiv
         responsabile e accorta come sono io, ma lei,
         con il cervello sbranato dai luoghi comuni, si
         allontana furiosa. Mia madre, felice, se ne va
         e improvvisamente tutte le amiche scompa-
         iono. Il giorno dopo nella mia classe, al liceo,
         tutti sapevano che ero sieropositiva. Huè mi
         blocca su whatsapp e oltre a lei, altri16 amici

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