Page 67 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ  יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ  רוּצ

            52 e Atti 1,9-11 rievocano in forma descrittiva il fatto della esaltazione di quel Gesù di Nazaret che
            con la risurrezione viene a "sedere alla destra del Padre". Dando a noi appuntamento: "Io vado a
            prepararvi un posto.." (Gv 14,2-4); e promettendo di rimanere con noi (cfr. Mt 28,20), attraverso il
            dono dello Spirito santo (At 1,4-5).

            LA GROTTA DEL PADRE NOSTRO
            Più  sotto,  vi  è  un  posto  prezioso.  Sant'Elena costruì  una  basilica  "in  Eleona",  cioè  dell’Oliveto,
            proprio sulla grotta "dove Gesù iniziò i suoi discepoli ai sacri misteri". E' questa una delle tre "sacre
            spelonche" che lo storico Eusebio di Cesarea dice molto venerate all'inizio del IV secolo (assieme
            alla grotta della Natività e al Santo Sepolcro). Forse Gesù qui si ritirava a pregare, come già faceva
            in Galilea: "Di giorno insegnava nel tempio, ma la notte usciva e la passava sul monte degli ulivi"
            (Lc 21,37). Del resto era un po' sulla strada che portava a Betania. Un giorno i suoi discepoli gli
            chiesero: "Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli. Ed
            egli disse loro: Quando pregate dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci
            ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad
            ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione" (Lc 11,1-4). E’ la GROTTA DEL PATER,
            raccolta dentro un attuale convento di carmelitane, nel cui chiostro su maioliche è riprodotto in 40
            lingue il "Padre nostro". Gesù è il primo uomo che ha il coraggio e la confidenza di chiamare Jahvè
            col nome di "Papà, Abbà", come un bimbo chiama il suo babbo! Del resto..: "Quale padre tra voi, se
            il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce
            una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete
            dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito santo a coloro che
            glielo chiedono! Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà
            aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto" (Lc 11,9-13). Per cui la
            fiducia  e  la  perseveranza  sono  le  caratteristiche  del  chiedere:  Lc  11,5-8  e  Lc  18,1-8.  Vediamo
            quest'ultimo passo:Luca 18,1-8 Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza
            stancarsi: “C’era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In
            quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio
            avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho
            rispetto  di  nessuno,  poiché  questa  vedova  è  così  molesta  le  farò  giustizia,  perché  non  venga
            continuamente  a  importunarmi”.  E  il  Signore  soggiunse:  “Avete  udito  ciò  che  dice  il  giudice
            disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a
            lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà,
            troverà la fede sulla terra?”. Basta chiedere con fede (Mt 21,22), non solo nella sua potenza; ma
            fede  che  DIO  VEDE  E  VUOLE  IL  MIO  BENE  PIU’  DI  QUELLO  CHE  IO  NON  VEDA  E
            VOGLIA DI ME. Per questo ci ha comandato di dire: Sia fatta la tua volontà come in cielo così in
            terra! Si attui il tuo progetto su di me, Signore, non il mio che è sempre più meschino del tuo!

            DOMINUS FLEVIT
            Scendendo,  con  uno  splendido  panorama  sulla  città,  si  incontra  il  santuario  del  DOMINUS
            FLEVIT. Luogo di un primitivo cimitero giudeo-cristiano (all’entrata vi sono ossuari), una chiesa
            bizantina dedicata alla profetessa Anna (Lc 2,36-38), i cui mosaici del VII sec. sono ancora visibili,
            segnava il ricordo del pianto di Gesù sulla città; ora rievocato da una chiesa del Barluzzi (1955) che
            vuol far pensare a una lacrima! "Maestro, guarda che costruzioni! E Gesù: non rimarrà pietra su
            pietra!" (Mc 13,1-2). Luca 19,41-44: "Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa,
            dicendo:  Se  avessi  compreso  anche  tu,  in  questo  giorno,  la  via  della  pace!  Ma  ormai  è  stata
            nascosta  ai  tuoi  occhi.  Giorni  verranno  per  te  in  cui  i  tuoi  nemici  ti  cingeranno  di  trincee,  ti
            circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te, e non
            lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata".  E’




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