Page 92 - Grecia
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Guardo con tristezza Artemio, un uomo anal-
fabeta ma che conosce molto bene i tristi numeri
del terrore.
Interviene il seminarista che mi accompagna:
“Hai ragione! Per tanto tempo la plaza di
Acapulco è stata gestita, con la copertura dell’e-
sercito e dei governanti locali, dal cartello Bel-
trán-Leyva e da Joaquín El Chapo Guzmán, boss
del cartello di Sinaloa. Gli omicidi però, don Gi-
gi, non superavano i 300 l’anno e le violenze
sui civili erano contenute. Con l’uccisione, nel
2009, di Arturo Beltrán-Leyva, l’arresto di suo
fratello Carlos, del trafficante Édgar Valdez Vil-
larreal e poi di El Chapo Guzmán, la precaria
tregua è andata in frantumi, spianando la strada
a dozzine di gang criminali sempre più brutali
e fuori controllo: Cida (Cartello indipendente di
Acapulco), Jalisco Nueva Generación del boss
Nemesio Oseguera Cervantes “El Mencho”, Los
Rojos, El Comando del Diablo, La Familia Micho-
acana, Los Caballeros Templarios, La Barredora,
e numerosi altri gruppi, una cinquantina, in lotta
per accaparrarsi il lucroso business della droga,
delle estorsioni e dei levantones, i sequestri...”.
“Basta così José Antonio, mi viene da vomi-
tare!”.
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