Page 88 - Grecia
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da un angolo oscuro del Mercado Progreso alle
spalle di un tipo sulla ventina in bermuda a fiori
e t-shirt. Gli spara un colpo in testa. La testa si
spappola e i pezzi vanno da tutte le parti. Lo
riconosco e il cuore mi si ferma. Lui, freddo e
indifferente, infila la pistola nella cintola dei pan-
taloni, butta sul marciapiede un foglio di carta e
si allontana senza fretta verso le luci della Coste-
ra, il lungomare di Acapulco. I primi ad arrivare
sono gli agenti della polizia federale seguiti dalle
camionetas dei marines e dal medico legale. So-
no sconvolta. Sto aspettando dei clienti che mi
devono portare dei soldi e quindi devo rimanere
sulla scena del delitto contro voglia. Loro chiu-
dono la scena del crimine con nastri di plastica
gialla, fotografano il cadavere, cercano i proiettili,
esaminano la narcomanta, il messaggio lasciato
dal sicario padre di mia nipote. I lampeggiatori
rossi e blu dei gipponi militari proiettano sui
muri delle case le ombre ingigantite dei necrofori
della mortuaria. Sistemano la salma nella barel-
la e la caricano su un furgone e, don Gigi, se
all’obitorio nessuno si farà avanti a reclamare il
corpo, finirà insieme ad altre dozzine di cadaveri
senza nome nelle fosse comuni del cimitero di
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