Page 79 - Grecia
P. 79
per mettermi dalla parte del negozio. Parcheg-
gio proprio davanti alle vetrine. Sto per uscire.
Pochi secondi. Ho i finestrini abbassati e guar-
do dal retrovisore per scendere. Sento il rumore
di un’auto di grossa cilindrata, un susseguirsi di
spari che partono da un’arma di grosso calibro a
ripetizione. Non capisco! Gli scoppi sono assor-
danti. Ho l’orecchio sinistro assordato. Fumo. Mi
giro verso sinistra. Pochi secondi, meno di otto,
e la macchina passa oltre.
Lui, l’assassino, mentre spara e tiene puntata
l’arma verso noi ha la faccia voltata verso l’altro
lato e non lo posso vedere. Ti immagini, padre?
Ammazzare, senza guardare! Ammazzare chi e
perché? Questo è il tormento di quella bastarda
notte di compleanno. Mi spavento, mi proteggo
con il braccio sinistro. Loro sono già passati. Ma
quegli otto secondi hanno lasciato devastazione.
Tra la puzza del fumo delle armi, il frastuono
delle esplosioni, avverto caldo sull’interno del
braccio sinistro...”.
Facendo così mi mostra un’enorme cicatrice
di un decimetro orrendamente ricucita. Sbianco.
Un colpo di scena. Quell’uomo assume con la
sua ferita il completo comando del racconto e
77

