Page 81 - Grecia
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in emergenza. Lo operano d’urgenza ma, mentre
mi medicano, mi dicono che non c’è l’ha fatta. È
morto! Vicino a me c’è lei, Virginia, mia madre,
che insieme a me riceve la notizia”.
Ascolto con attenzione le parole di Ángel e
mi giro, verso di lei. Virginia scoppia a piangere.
L’abbraccio! La sua domanda è forte e cocciuta:
“Perché, padre? Perché, perché?”.
Batte forte i pugni sul mio petto. Li sento,
questi pugni, risuonare nel cuore e nei polmo-
ni. Mi trovo lavato di lacrime, le sue lacrime, le
lacrime di una mamma e quelle mie. Monica la
moglie, Monica la figlia, Ángel il fratello scompa-
iono davanti a lei, la Madre. Penso non esista un
dolore più grande e lancinante di veder morire il
proprio figlio. Non è naturale! Muoiono i genitori
ma non devono morire, i figli. È una delle solide
leggi della biologia e, quando questa legge si
trasgredisce, per lo sfortunato genitore che so-
pravvive la vita diventa un inferno! La abbraccio
e parlo al suo orecchio.
“Virginia, io non lo so il perché e non sono
neppure capace di capire cosa provi! Noi uomi-
ni siamo esseri inferiori alle donne perché non
portiamo nel grembo la vita! Non possiamo ca-
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