Page 78 - Grecia
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“Padre, ora deve continuare lui che è andato
               a prendere i fiori con mio marito”.
                  Ci presentiamo brevemente. Lui sa già della
               mia presenza. L’uomo deve avere più o meno
               quarant’anni anni. Il suo sguardo è lontano a
               motivo di una sofferenza che presto mi diventerà
               chiara. Tutte le vittime di violenza che ho incon-
               trato in questi anni ad Acapulco hanno questo
               sguardo che unisce disperazione e angoscia a
               povertà e solitudine. Una solitudine dentro che
               ti scava la carne e le ossa. Questo sguardo si
               unisce a una forma di sordità... Sembra che non
               ascoltino quanto succede attorno. È la prova
               estrema del vivere che ti schianta contro il non
               senso, contro la paura di vivere, contro la pau-
               ra di incontrare. Contro la domanda estrema e
               lancinante del perché  vivo e del perché  soffro.
               Ángel, inizia a raccontare.
                  “Alle ore 19, con mio fratello, partiamo in
               macchina verso un fioraio che si trova a circa un
               chilometro di distanza su questa salita fuori casa.
               Io sono alla guida e alla mia destra siede José
               Antonio. Fa caldo. Parliamo del più e del meno
               finché, in prossimità del grande negozio di fiori,
               un po’ più avanti faccio inversione di marcia


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