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Penso: quattro chiacchere e buonanotte! Ve-
         dendo la mia stanchezza capiranno... no?
            Certo che no! Perché dalla cucina si palesa
         in un batter d’occhio la loro generosità e nono-
         stante il mio “grazie ma ho già cenato” la tavola
         è presto imbandita come tributo a un parente da
         tempo lontano.
            Beh, non tutti i mali vengono per nuocere! Se
         tengo la bocca piena non ho l’obbligo di parlare
         e quindi il tempo passerà senza forzare.
            Nell’attesa, scopro che l’uomo di casa Rany,
         che di cognome fa Bito (prima risata generale al
         mostrare con google l’esistenza del cheese italia-
         no) è sposato con la graziosa Amani, figlia della
         mia quasi coetanea Hala; chiudono il quadretto
         familiare i due bimbi con la giunonica cognata
         Gaidaa, ottima cuoca che cucina (e mangia) per
         tutti. Mi confessa che lo fa per dimenticare il
         dolore, pensando al marito che, buon per lui,
         nella “loro” terra promessa c’è già: San Diego in
         California. Lui ce l’ha fatta, mentre il nonno dei
         bimbi no. All’arrivo degli “uomini” ISIS un ictus
         lo ha privato della capacità di scappare, arren-
         dendosi poco dopo e per sempre a domiciliare
         la propria tomba a Mosul.

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