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soprattutto quando devono parlare del dolore
         dei figli. Allora gli occhi hanno qualcosa di divi-
         no. Sembrano proteggere, sembrano difendere il
         frutto del proprio ventre! Nasren, parla, racconta
         e tutti stanno zitti. Il suo racconto entra nel cuore
         dei miei preparati ospiti.
            Il ragazzo uscito da scuola, nella piazzetta
         sotto casa, i militari di guardia, il folle attacco
         di un palestinese con un cacciavite e la risposta
         violenta e cieca dei soldati che sparano all’im-
         pazzata. Muore l’assalitore, ma per terra rimane
         anche il piccolo.
            Sembra di essere li! Nasren parla con conci-
         tazione, Grazia traduce, ma gli occhi verdi scuri
         della donna trapassano il contesto della parola
         e coinvolgono in modo magnetico. Nessuno ri-
         esce a sottrarsi alla potenza di quegli occhi che
         seducono, che ammutoliscono: una madre sta
         rivelando l’assurdo dramma di un figlio con la
         testa schiantata da un proiettile impazzito.
            Finalmente la donna tace... e il silenzio regna.

            Nuovamente occhi bagnati di lacrime: prima
         le mamme, poi tutte le donne, e infine anche noi
         uomini... forse più insensibili alla vita, o forse

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