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HA LONG: IL GOLFO DEL DRAGONE
Scrivo mentre sono in navigazione immerso
in un panorama mozzafiato. Pur scrivendolo de-
vo dire “indescrivibile”: il Mare della Cina meri-
dionale, a 200 chilometri dal confine con la Cina,
diventa Golfo del Dragone.
Mi offrono un piccolo pezzo del “dolce della
luna” che si cucina in Vietnam in occasione della
festa del 15 settembre, con la luna piena di au-
tunno. Una grande festa per bambini e famiglie,
un’antica tradizione popolare di questo nobile
Paese di una cultura antica e piena di fascino.
Al porto manca ancora un’ora è così cerco di
trascrivere le forti emozioni di un paesaggio che
porterò nel cuore in Italia. Tentare di descrivere
Ha Long è davvero arduo. Il Golfo del Dragone
non si descrive facilmente perché lo ha plasmato
il dito di Dio. La grande umidità bagna i vestiti e
il calore del sole lascia poi posto a una pioggia
torrenziale tipica delle zone tropicali.
Il mare si frange contro centinaia di faraglioni
che emergono dalle acque. Roccia dura e nuda
sulla quale cresce un verde splendente: la ve-
getazione lussureggiante formata da liane che
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