Page 19 - Dominic
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mi accorgo del tempo che passa. Mi ricordo la
messa celebrata in carcere a Challapalca, oppure
nelle aule universitarie di Garissa sporche del
sangue dei martiri di Al Shabaab, la messa in Iraq
nel campo profughi, oppure quella a Gaza sotto
le bombe, per finire al ricordo dolcissimo delle
messe celebrate con Santina in casa o, purtrop-
po, all’ospedale! Sono felice che in questo aereo
pieno di passeggeri, per il tempo della messa,
ci sia stato un illustre ospite, tanto importante
quanto umile! Non in prima classe, non in bu-
siness class, ma in classe economica, posto 47A
vicino al bagno... Gesù è così, questa sua umiltà
mi sconcerta. Prendo tra le mani il pezzettino di
pane consacrato e, mentre lo mastico, mi com-
muovo come il giorno della prima comunione.
Questo è Gesù, non sono solo. Lui è qui con me,
viaggia con me. Pensa “che bello essere prete!
Puoi avere tra le tue mani Gesù!”.
Mentre devotamente bevo il goccio di vino,
prego per il mio sacerdozio, per questa nuova
missione, per la Fondazione Santina. Raccoman-
do a Gesù Carolina e la sua famiglia, Olinda e la
sua famiglia, la mia salute. Vi chiederete perché
Olinda. Quando quella signora seguiva mamma
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