Page 29 - Diana
P. 29

VERSO ERBIL


            È notte. Sono appena atterrato e sono le 3,30.
         41 gradi! Cosa sarà domani?
            Volo aereo Tel Aviv - Istanbul. Poi da Istanbul,
         nella notte, a Erbil, la capitale del Kurdistan ira-
         cheno. Nei tre giorni di sosta a Gerusalemme ho
         percorso a piedi, con Monsignor Girelli, il deserto
         di Giuda, dal monastero di San Giorgio, a Wadi al
         Quelt, fino a Gerico. Meno 400 metri dal livello
         del mare, il punto più basso della terra. Un buon
         esercizio per prepararmi al caldo delle steppe
         irachene. Questa sera sono confuso e anche un
         po’preoccupato per questo viaggio a Mosul. Molte
         volte, in questi viaggi estremi. mi sento solo. Frugo
         nella mia anima:
            “Sono matto? Perché lo faccio? Ma esiste que-
         sto Dio che permette questi oceani di sofferenza?
         La fede in Dio è una scusa per mascherare una
         vita assurda?”.
            La domanda la trovo giù, nel profondo della
         mia anima, nascosta. Ho paura a farmela. Fin da
         piccolo credo in Dio, ho vissuto 58 anni in que-
         sta profonda certezza e ora? Ora mi accorgo che
         niente esiste oltre la morte? La domanda taglia,

                                                        27
   24   25   26   27   28   29   30   31   32   33   34