Page 97 - Daria
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Daria  – Siberia   9ROWL'L6SHUDQ]D Q     Daria  – Siberia   9ROWL'L6SHUDQ]D Q

 farlo, utilizzerò le parole di un mio celebre   della vita quasi sempre rimangono  in
 romanzo, «Memorie  da una casa  di   Siberia e con piacere vi mettono radici. In
 morti».  Parlando della Siberia,  iniziavo il   seguito danno ricchi  e dolci frutti.  Ma gli
 mio racconto  con  queste parole –  vedi   altri, la gente leggera e incapace di
 che  le conosco a  memoria …:  «Nelle   sciogliere l'indovinello della vita, presto si
 lontane regioni della Siberia, fra  le   stufano della Siberia e si domandano:
 steppe, i monti  e  le foreste impraticabili,
 s'incontrano di tanto in tanto piccole città
 di un migliaio o, a dir molto, due migliaia
 di abitanti, città di legno,  meschine, con
 due chiese - una in città, l'altra al cimitero
 - e somiglianti più a un buon villaggio alle
 porte di Mosca che a città. Esse sono di
 solito più che sufficientemente fornite  di
 commissari  di polizia, di assessori e di
 tutti gli altri impiegati subalterni. Prestare
 servizio in Siberia, nonostante il freddo, è
 in generale oltremodo confortevole.  Ci
 vivono persone semplici, aliene dal
 liberalismo; gli ordinamenti  sono  vecchi,
 solidi,  consacrati  dai secoli. I funzionari,
 che a buon diritto rappresentano la parte
 della nobiltà siberiana, o sono del posto,
 siberiani di vecchio ceppo, o sono venuti
 dalla Russia, per lo più  dalle capitali,
 allettati da uno stipendio non pagato  ad
 acconti, dalle doppie trasferte  e  da
 lusinghiere speranze di avvenire. Di essi,
 quelli che sanno sciogliere l'indovinello
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