Page 96 - Daria
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farlo, utilizzerò le parole di un mio celebre della vita quasi sempre rimangono in
romanzo, «Memorie da una casa di Siberia e con piacere vi mettono radici. In
morti». Parlando della Siberia, iniziavo il seguito danno ricchi e dolci frutti. Ma gli
mio racconto con queste parole – vedi altri, la gente leggera e incapace di
che le conosco a memoria …: «Nelle sciogliere l'indovinello della vita, presto si
lontane regioni della Siberia, fra le stufano della Siberia e si domandano:
steppe, i monti e le foreste impraticabili,
s'incontrano di tanto in tanto piccole città
di un migliaio o, a dir molto, due migliaia
di abitanti, città di legno, meschine, con
due chiese - una in città, l'altra al cimitero
- e somiglianti più a un buon villaggio alle
porte di Mosca che a città. Esse sono di
solito più che sufficientemente fornite di
commissari di polizia, di assessori e di
tutti gli altri impiegati subalterni. Prestare
servizio in Siberia, nonostante il freddo, è
in generale oltremodo confortevole. Ci
vivono persone semplici, aliene dal
liberalismo; gli ordinamenti sono vecchi,
solidi, consacrati dai secoli. I funzionari,
che a buon diritto rappresentano la parte
della nobiltà siberiana, o sono del posto,
siberiani di vecchio ceppo, o sono venuti
dalla Russia, per lo più dalle capitali,
allettati da uno stipendio non pagato ad
acconti, dalle doppie trasferte e da
lusinghiere speranze di avvenire. Di essi,
quelli che sanno sciogliere l'indovinello

