Page 108 - Daria
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Daria  – Siberia   9ROWL'L6SHUDQ]D Q                                                     Daria  – Siberia   9ROWL'L6SHUDQ]D Q

        Ero      venuto       dall’Italia    con       mille                                     mi disse di conforto e di incoraggiamento:
        preoccupazioni e tante domande e quella                                                  “L’importante è che tu non abbia fretta e
        sera alla fonte miracolosa la pace entrava                                               badi con tranquillità alla tua crescita: non
        nel  mio cuore: il sorriso buono e i                                                     perdere tempo  a vuoto, ma  non cercare
        meravigliosi occhi di  suor Daria mi                                                     neanche di affrettare la crescita, tutto
        parlavano di fiducia in Dio, un  Dio che                                                 verrà a suo tempo” (P. Florenskij, Non
        costruisce capolavori nelle più grandi                                                   dimenticatemi). Ecco: questa è la risposta
        sciagure e nei più terribili dolori in questo                                            all’indovinello della vita di Dostoevskij che
        orribile campo di lavori forzati, così come                                              Florenskij mi suggerisce  e che io a mia
        ha saputo  tramutare  il dolore di  mia                                                  volta  suggerisco a  voi   da questa notte
        madre Santina in opportunità di bene per                                                 fredda  e  incantevole e piena di stelle in
        i bisognosi di questa terra. Aleksandr                                                   Siberia. Al mio  ritorno in Italia molto  mi
        sembra intuire  il mio  pensiero e                                                       mancherà, questa terra…
        all’orecchio       mi     suggerisce        parole
        profondissime:  “Gigi, qui ti  è stato
        gradualmente rivelato  che la linea  che
        separa il bene dal male non passa
        attraverso gli Stati, né tra le classi, né tra i
        partiti  politici, ma attraversa il cuore  di
        ogni uomo. (Arcipelago  Gulag  Aleksandr
        Solženicyn)”. Solženicyn mi diceva che la
        linea di demarcazione tra il bene e il male
        la elaboro io, nel mio cuore, ed è  per
        questo che proprio nel mio cuore devo
        lavorare sulla mia interiorità. Mentre
        camminavo  mi chiedevo: ma  quanto
        tempo impiegherò a costruire una
        interiorità  più  vicina al cuore di  Gesù?
        Pavel  mi mise una  mano sulla spalla   e
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