Page 83 - Amina
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“È vero amica mia, tu da molto tempo rischi
               la tua vita per Gesù in questo inferno, ma pro-
               prio tu, cocciuta e testarda come sei, sei sorret-
               ta dalla sua promessa che ‘Neppure un capello
               del tuo capo perirà’. Grazie Suor Delfina. Avevo
               bisogno del tuo esempio, avevo bisogno della
               tua testimonianza. Ti prego dammi la tua bene-
               dizione, me la voglio portare tutta in Italia nel
               mio ufficio, voglio lasciare la Striscia con il segno
               della croce da te tracciato sulla mia fronte”.
                  La superiora, sorride, alza il braccio destro e
               lentamente traccia il segno della croce sulla mia
               fronte. Mi fa bene quel segno di croce, è una me-
               dicina, mi riabilita. Scavo nel mio cuore e vado a
               cercare le motivazioni più profonde per le quali
               giro il mondo nei posti più schifosi e pericolosi.
               No, non sono un social worker, sono un prete e
               la motivazione per la quale sono a Gaza è quella
               di incontrare Gesù nella sua carne... e la sua car-
               ne sono i poveri. La preghiera con le suore porta
               nel mio cuore una grande pace. Quanto è strano
               questo viaggio nel quale in mezzo alla miseria,
               alla guerra, alla mancanza di acqua, di elettricità,
               alla mancanza di siringhe per una iniezione a un
               bimbo, mi metto a pregare con cinque suore!


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