Page 10 - Amina
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quando lo trova, due bambini da allevare, la
tragedia di una figlioletta di appena un anno
morta. Pensate: uno dei piccoli ha bisogno di
punture e la mamma, non avendo altro a di-
sposizione, è costretta a usare quindici volte la
stessa siringa.
Il dialogo fra il cristiano e la musulmana,
con lei rannicchiata in un angolo, è di grande
intensità affettiva, dà il pathos di storie eroiche
di povertà. I due s’incontrano, si ascoltano, si
capiscono. E poi lei riconosce nell’inattesa fra-
tellanza giunta da un altrove un momento di
felicità da cogliere all’istante, prima che si smar-
risca nell’incedere di una quotidianità cattiva.
Ecco così che quel “grazie di essere qui per
ascoltarmi e guardarmi” di Amina al sacerdote
ospite riassume il senso di un appuntamento
deciso dalla mano invisibile della Provvidenza:
per quel che dice con le sue emozioni forti, per
quel che lascia intuire nella prospettiva di un
mondo migliore.
A ben vedere, il libro, con Amina, illustra
che non tutto è perduto: la paura va incontrata
e condivisa per essere sconfitta e quel volto
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