Page 9 - Amina
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continuità. Il libro è un po’ un diario di viaggio,
un po’ reportage con scampoli di geopolitica
che danno il contesto, che inseriscono la pic-
cola Striscia di Gaza in una storia complessa
che viene da un passato che non passa, con un
suo clamore mediatico ciclico, che va e viene
e oggi oscurato da altre tragedie.
Monsignor Ginami si sofferma a lungo sulla
questione delle questioni, una patologia vera
e propria, con lui appostato “su un palcosce-
nico dove si rappresenta una ciclopica lotta
tra la Signora Corruzione e la Serva Carità”.
Un dramma reale, che resiste aggrappato alla
noncuranza occidentale dei più, che si consu-
ma sulla pelle di un popolo senza patria. Ma è
l’incontro con Amina, pur senza nulla togliere
agli altri affreschi umani, che offre la tonalità
giusta, il tocco d’autore per descrivere un am-
biente coerente con la miseria attorno che tutto
avvolge e tutto penetra. Senza tregua.
Amina è una donna wahabita di 27 anni
che vive di stenti in una catapecchia, in uno
“sconquasso di povertà” registra l’autore del li-
bro: il marito che fa qualche lavoretto saltuario
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