Page 24 - Ashur
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         cione e aspettavo sempre con emozione il
         suo rientro. Quel giorno, però, si era fatta
         l’ora di pranzo e Ashur non tornava. ‘Strano’,
         mi sono detta, ‘che non abbia telefonato…’
         Accendo il televisore e il notiziario naziona-
         le apre con un tragico attentato che aveva
         fatto una decina di morti e una cinquantina
         di feriti. E, padre, indovini dove? Proprio al
         mercato, lì dove mio marito aveva il negozio.
         Ricordo la voce dello speaker mentre diceva
         il numero dei morti, ma purtroppo sotto alla
         voce dello speaker scorrevano le immagini
         del negozio che avevamo in affitto – letteral-
         mente sventrato! Padre, ho sentito il gelo nel
         sangue”. Mentre Rania parla, i due si tengo-
         no per mano, quasi a consolarsi a vicenda.
         La donna continua: “Perdo la testa, vado nel
         pallone, lo spavento mi toglie il cervello: ini-
         ziano le doglie, improvvise e violente e par-
         torisco prematuramente – i gemellini morti”.
         Suor Carolina le chiede due volte di ripetere:
         mentre mi traduce le parole di Rania, il pal-
         lore scende sul suo volto. Io scrivo. Ashur si
         accorge che l’emozione è ancora forte in sua
         moglie, e prende la parola.

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