Page 25 - Ashur
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ashur                                  ASHUR E LE TRE BOMBE DI BAGHDAD

 cione e aspettavo sempre con emozione il
 suo rientro. Quel giorno, però, si era fatta
 l’ora di pranzo e Ashur non tornava. ‘Strano’,
 mi sono detta, ‘che non abbia telefonato…’
 Accendo il televisore e il notiziario naziona-
 le apre con un tragico attentato che aveva
 fatto una decina di morti e una cinquantina
 di feriti. E, padre, indovini dove? Proprio al
 mercato, lì dove mio marito aveva il negozio.
 Ricordo la voce dello speaker mentre diceva
 il numero dei morti, ma purtroppo sotto alla
 voce dello speaker scorrevano le immagini
 del negozio che avevamo in affitto – letteral-
 mente sventrato! Padre, ho sentito il gelo nel
 sangue”. Mentre Rania parla, i due si tengo-
 no per mano, quasi a consolarsi a vicenda.
 La donna continua: “Perdo la testa, vado nel
 pallone, lo spavento mi toglie il cervello: ini-
 ziano le doglie, improvvise e violente e par-
 torisco prematuramente – i gemellini morti”.
 Suor Carolina le chiede due volte di ripetere:
 mentre mi traduce le parole di Rania, il pal-
 lore scende sul suo volto. Io scrivo. Ashur si
 accorge che l’emozione è ancora forte in sua
 moglie, e prende la parola.

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