Page 60 - Arminda
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Messico
          arminda

         Luís ha tatuata sul braccio la Santa Muerte.
         Prendo il suo braccio, e gli dico: “Luís, tu oggi
         hai ricevuto la comunione e dunque Dio abi-
         ta nel tuo cuore. Perché ti sei tatuato la San-
         ta Muerte? Non va bene, nel tuo cuore abita
         Dio...”. Il detenuto capisce il mio disagio ed
         io avverto il suo. “Gigi, la mia vita passata è
         stata molte volte in pericolo: fare attraversare
         il confine illegalmente a emigranti è molto
         pericoloso. Ricevi minacce di morte dai car-
         telli, dagli stessi emigranti, e poi c’è il peri-
         colo che ti ammazzino i federali americani o
         messicani; viaggiavo sempre con una pistola,
         nei deserti del Texas dormivo con la pistola
         come cuscino. Una volta, a Ciudad Juárez, mi
         hanno sparato una raffica di colpi: è lì che mi
         sono votato alla morte chiedendo la sua pro-
         tezione. Ma il pericolo l’ho incontrato anche
         a Sonora, a Piedras Negras, nei tunnel scava-
         ti per far passare illegalmente i clandestini.
         Ero spaventato e la paura chiede sicurezza.
         Poi mi sono accorto di quello che avevo fat-
         to: ora convivo con questo tatuaggio e pro-
         vo anche un po’ di vergogna… Ma, Gigi, per
         rimediare mi sono fatto fare un nuovo tatuag-

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