Page 49 - Arminda
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LUIS E DAMARIS,TRAFFICANTIDI ESSERI UMANI
sicuramente per denaro, ma senza dimenti-
care almeno di trattarli umanamente”.
L’uomo mi rivela il percorso: “Attraverso
Piedras Negras arrivavo alla città di Sonora e
poi da lì a piedi nel deserto, fino ai ranch del
Texas, dove alcune auto venivano a prendere
i clandestini!”. Lo guardo in modo severo: “Ma
Luís, questo è un crimine e i soldi che hai gua-
dagnato non li hai guadagnati onestamente:
non hai rimorsi?”. L’uomo ha diversi tatuaggi
sul corpo e prima che lui continui, esprimo
il mio apprezzamento: “Belli questi tatuaggi
sul braccio destro!”. Lui sorride compiaciuto
e continua: “Padre, devi essere onesto anche
tu: tu non mi puoi rendere unico responsabile
dell’immigrazione clandestina delle persone
che accompagnavo attraversando il deserto.
Io sono solo un piccolo ingranaggio di una
macchina da guerra molto più grande e mol-
to complessa. Io ti racconto e ti garantisco
che nel mio piccolo tratto di viaggio non ho
mai trascurato di essere umano. Ma, vedi, il
problema è davvero molto più grande ed è
pericoloso parlarne: ci sono molte persone
‘in guanti bianchi’ coinvolte in questo traffi-
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