Page 48 - Arminda
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Messico
arminda
crimine; per questo capisco i tuoi settanta
anni e i cinquanta anni di Damaris”. “Padre,
qui ci chiamano polleros perché dicono che
nei camion e nei mezzi di trasporto che usia-
mo ammassiamo la gente come polli, ma
credimi, il mio caso è molto diverso. Sono
sincero: guadagnavo molto, molto bene, ma
il mio lavoro era diverso. Io affrontavo insie-
me ai migranti lunghe ed estenuanti mar-
ce nel deserto: circa tre giorni per entrare
e poi tre giorni per tornare: una settimana”.
Mi faccio attento: mi sembra di essere sul
set di uno dei tanti film sull’immigrazione dal
Messico agli Stati Uniti. Luís continua: “Accet-
tavo di portare con me fino a sei persone,
non di più: dunque non ammassavo nessun
clandestino in bagagliai o camion. Prima di
partire spiegavo bene ai migranti la prova
fisica che avrebbero dovuto affrontare: cam-
minare spesso di notte, rimanere nascosti,
attraversare tunnel o entrare negli Stati Uniti
con la complicità della ben nota corruzione
della polizia di frontiera, messicana e ameri-
cana allo stesso modo. Mi mettevo nei loro
panni e cercavo di fare bene il mio lavoro,
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