Page 26 - Arminda
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Messico
          arminda

         riamo velocemente per la cena. In questo posto
         ci fermiamo la notte, e il giorno dopo con un
         altro camion ci portano in un altro posto, vicino
         a una città che si chiama California.
            Siamo circa 50 persone e grazie a Dio fila
         tutto liscio: appena arriviamo ci nascondo-
         no in un prefabbricato per poi trasferire ogni
         persona singolarmente alla sua destinazione.
         Io sono destinato ad Atlanta, in Georgia, dove
         mi aspetta mio fratello, che già vive negli Sta-
         ti Uniti da circa cinque anni. Quando mi ha
         visto, le sue prime parole sono state: “Sei
         molto magro!” – “Bè – gli rispondo – in questi
         giorni non ho mangiato nulla…”.
            Sono molto felice di incontrare i miei fra-
         telli. È così che inizio i miei primi giorni negli
         Stati Uniti d’America: mi sono riposato per
         una settimana, e poi ho iniziato ad aiutare mio
         fratello nel suo lavoro: falciando l’erba, racco-
         gliendo immondizia, spazzando… Così passa
         il primo mese. Poi mi sono messo a cercare
         lavoro e mio fratello, che conosce già alcu-
         ni posti, riesce a procurarmi un lavoro in una
         fabbrica di infissi, dove guadagno il salario
         minimo di 7,50 dollari l’ora. Lavoro così per

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