Page 21 - Arminda
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JOSÉ ALFREDO
che già viveva negli Stati Uniti, anche lui da
clandestino.
Ho preso contatto con una persona che mi
avrebbe aiutato ad attraversare illegalmen-
te il confine, e così da Acapulco sono partito
per Mexicali, una città vicina al confine con gli
Stati Uniti, per arrivare nell’albergo indicato
come punto d’incontro con la persona che
mi avrebbe fatto emigrare. La mattina sono
uscito per comprare qualcosa da mangiare.
Per caso incontro un cugino che lavorava nel
traffico illegale dell’emigrazione o – come si
dice comunemente in Messico – svolgeva il
mestiere del pollero. Si mostrò contento di
vedermi e mi disse che il giorno dopo avreb-
be passato il confine e si offrì di farmi attra-
versare: io ovviamente accettai, poiché avevo
fiducia di lui.
Era il 14 marzo quando abbiamo deciso
di partire, avremmo cercato di raggiungere
California partendo da Mexcali e attraver-
sando il confine in una località chiamata La
Rumorosa. Ricordo che erano circa le cinque
del pomeriggio: eravamo tutti pronti, aspet-
tando che facesse buio per poter oltrepassa-
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