Page 22 - Arminda
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Messico
arminda
re il confine durante la notte. Il primo pezzo
di percorso ci avrebbe portato ad attraversa-
re un corso d’acqua largo circa trenta metri,
in pratica la linea di confine tra i due Paesi:
serviva una zattera, nessuno di noi avrebbe
potuto nuotare quella distanza senza rischia-
re di affogare. Nello zaino avevamo quattro
litri d’acqua scarsi. Abbiamo iniziato il viag-
gio a passo di corsa: all’inizio abbiamo cor-
so per due ore, per raggiungere una piccola
montagna, un luogo con cespugli, adatto a
nasconderci per soli dieci minuti. Dopo la
breve pausa abbiamo continuato a cammi-
nare tutta la notte; ricordo che andavamo su
e giù per le montagne e ancora non riusciva-
mo a raggiungere il luogo indicato. All’alba ci
siamo riposati un po’ nascosti tra i cespugli. A
questo punto erano già trascorse dodici ore
da quando avevamo attraversato il confine.
Prima dell’alba avevo già vuotato il mio zai-
no per alleggerirlo: facevo fatica a cammina-
re, le gambe non mi tenevano più, dei dieci
clandestini che eravamo nella carovana io ero
sempre l’ultimo, loro sempre una trentina di
metri avanti a me.
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