Page 95 - Angel
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“Bene! Pensiamoci… penso sia la giusta strada!”.
Anche la torcia del mio telefonino si esau-
risce. Sono sfinito dal sonno… ma quanto è di-
verso ora il mio stato mentale. Sono calmo, sono
felice, sono realizzato.
“Ragazzi, dormiamo. Domani alle quattro,
come tutti i giorni, vi dovete alzare ma diciamo
un’Ave Maria insieme. Oggi è la festa della Mo-
renita e forse questa non è una coincidenza ma
una dioincidenza!”.
Lentamente iniziamo la preghiera: Dios te
salve Maria… È buio e i ragazzi dormono. Io al
buio, al freddo, nel disordine tra topi, avanzi di
cibo, un maiale e un cane spelacchiato, pulci,
provo una formidabile sicurezza, come quando
mia mamma Santina accendeva il lumicino e mi
addormentavo al sicuro per la sua presenza.
Una frase forte e bella nel cuore: “Non avere
paura, non sono forse qui io che sono tua Ma-
dre?”. Stringo forte la medaglia della Madonna
di Guadalupe che porto al collo e sprofondo in
un sonno quieto.
La mattina, salendo sulla jeep, Olinda mi ve-
de con il curioso cappellino. È venuta a prender-
mi con padre Francisco. Salutandomi mi dice:
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