Page 19 - Angel
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noscenza. Parlano vagamente della Fondazione
Santina, creata in onore di sua madre; dell’ado-
zione a distanza di bambini e famiglie povere;
della costruzione di un asilo per bambini e bam-
bine nella periferia invivibile e fangosa della città
di Juliaca, nel quartiere di Villa San Roman; della
sua visita a ospedali abbandonati, come succede
nel Perù profondo; della sua vicinanza ad alcune
povere scuole statali apparse qua e là in pessime
condizioni immobiliari e umane. Infine, e questo
attira la mia attenzione, menzionano la sua pros-
sima visita al carcere di massima sicurezza di
Challapalca, a più di 5000 metri di altezza, che
ospita i prigionieri più pericolosi del Paese.
Dentro di me torno a ripetere malizioso:
“Un prete che lavora in Vaticano e che gira
in queste parti del Perù più povero e in miseria?
Impossibile!».
Conosco e ho sentito parlare della vita di al-
cuni sacerdoti che lavorano negli uffici della curia
romana quando vivevo vicino al Vaticano. Durante
gli anni dei miei studi a Roma esercitavo il mio mi-
nistero sacerdotale nella parrocchia di San Pio V.
So della fama che hanno i curiali che vengono mas-
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