Page 24 - Angel
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A mezzogiorno di sabato 9 febbraio ho un
impegno serio.
Il vescovo di Puno, monsignor Jorge Carrión,
mi ha invitato non solo per celebrare la messa
dell’ottava della Candelaria, la vergine più famo-
sa di tutto l’altopiano peruviano-boliviano, che
riunisce più di 30.000 danzatori, ma mi ha invita-
to anche a un pranzo molto importante. Sarebbe
arrivato a Puno il presidente della Repubblica del
Perù. Ovviamente avevo accettato l’invito. Pen-
savo che, durante il pranzo niente di meno che
con il capo dello stato, avrei avuto una buona
occasione per parlargli di un progetto che mi
frullava in testa da quando ero arrivato. Ci sono
molti santuari abbandonati nella mia giurisdizio-
ne che non sono più al servizio del culto e non
sono amministrati dalla Chiesa ma dallo Stato at-
traverso il ministero della cultura. Sono santuari
abbarbicati tra le umili montagne dell’altopiano,
meraviglie dell’architettura, del dominio della
pietra, dell’arte della scuola Cusqueña e dell’in-
culturazione del Vangelo. Fin dal momento in
cui avevo posato piede nella prelatura, mi aveva
sorpreso che il mondo, e ancora di più gli stessi
peruviani, non conoscessero questa meraviglia
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