Page 119 - Angel
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dentemente dall’artista. Sicuramente Van Gogh
             ti mette nel sangue droga allo stato puro, ti ine-
             bri vedendo i suoi quadri: il campo di girasoli, la
             casa gialla, la terrazza del caffè la sera… Ora il
             mio pittore di Puno non è certamente Van Gogh,
             ma forse, per molti altri motivi, quei suoi disegni
             arrivati per WhatsApp hanno iniettato droga
             nelle mie vene!
                 Prima di tutto: disegna bene. Punto. E que-
             sto non si discute. Pur copiando dei disegni, con
             grande somiglianza, si allontana da loro per i co-
             lori. Poi sul modo di lavorare di questo artista
             si innestano altri sentimenti di commozione. Per
             esempio la povertà dei mezzi con cui ha dipin-
             to… e questo non è da trascurare. Poi c’è il po-
             sto: e forse è questo il motivo più grande della
             mia commozione! Vedete, il nostro barrio, Villa
             San Roman, è di povertà e miseria: le strade non
             sono asfaltate, mancano servizi igienici, ci sono
             ancora le latrine, branchi di cani randagi e pieni
             di croste, povertà, disordine e sporcizia. La casa
             di Olinda è un piccolo paradiso nella sua mode-
             stia. Bene! A Villa San Roman, non esiste niente
             di bello, non esiste un monumento, una statua,
             un giardino. No. C’è solo il capolinea della linea

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