Page 115 - Angel
P. 115
lebre frase di Van Gogh, artista deriso e amato,
discusso e imitato, collezionato, oggetto di un
vero e proprio culto. Anni fa qui a Roma ci fu, nei
pressi del Vittoriano, una bellissima esposizione
di questo artista che amo moltissimo. La pittura
di Van Gogh emoziona oggi come ieri uomini di
ogni parte del mondo, dialoga con la contempo-
ranea fotografia alla quale ha donato importanti
contributi e ci regala suggestioni meravigliose.
Sicuramente non è questa la frase che più mi col-
pisce del celeberrimo artista, ve ne sono diverse:
“Non posso cambiare il fatto che i miei quadri
non vendono. Ma verrà il giorno in cui la gente
riconoscerà che valgono più del valore dei colori
usati nel quadro”; oppure un’altra ancora: “Non
vivo per me, ma per la generazione che verrà”.
Bene, sono i giorni prima della partenza per
l’amato Perù e, come ogni volta, sono giorni in-
tensi, carichi di cose da terminare. La Fondazio-
ne e l’Associazione assorbono sempre più tempo
e sono impegni importanti. Oggi ad esempio: ve-
rificare protocolli di intesa per progetti in Brasile,
Vietnam e Messico… ma non resisto. Le immagini
colorate del mural mi hanno catturato la testa e
il cuore. Non posso non mettere per scritto. Mi
113

