Page 102 - Angel
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tati ma il freddo aumenta pur essendo estate.
Le nostre domande continuano e lui ci risponde
in modo un po’ evasivo. Forse è anche scocciato
ma nasconde tutto in risposte fugaci ed evasive
o nel silenzio. Solo gli occhi lasciano trasparire
perplessità, con una punta di avversità alle mie
troppe domande. Forse le suore di Madre Teresa
sono furbe a mandare avanti noi per capire me-
glio chi è il loro autista che da due anni lavora
con loro… o forse, semplicemente, non conosco-
no realmente la storia, occupate come sono a
seguire più di quaranta disperati nella loro casa.
Finalmente, dopo essere scesi in una valle,
l’uomo ci porta su una pista che si biforca. Da
una parte ci mostra in lontananza la scuola, che
effettivamente non è vicina, e imbocca la pista
che va a sinistra. Ci avviciniamo agli ovili e alla
squallida casa dei nonni che stanno seguendo
lama e alpaca nei pascoli. Franklin ferma la mac-
china. Alla mia destra, seduta vicino a una bici-
cletta scassata e con un cane al suo fianco, c’è
Melissa Danay.
Il giovane uomo di trent’anni mi dice:
“Ecco la prima figlia!”.
Non un sorriso, non un moto degli occhi…
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