Page 73 - Alì
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attendere che altre due persone riempiano l’auto.
Passa una mezz’ora e giunge una signora e poi
un ragazzo con una maglietta blu, tutti e due
vanno a Garissa, mentre io e Jimmy ci fermiamo
cento chilometri prima, a Bura Tana.
Arriva il nostro autista. È un somalo. Lo ri-
conosci dai tratti asciutti e dalla carnagione più
scura. Accende il motore e con un rombo smar-
mittato la carretta parte. Giù completamente i
finestrini. Mi dicono che, dallo scorso febbraio,
la strada da Hola a Bura è tutta asfaltata. Sono
felice. Il viaggio sarà più veloce e comodo. Dopo
circa dieci minuti, in lontananza, sulla strada
asfaltata, appaiono dei soldati. I posti di blocco
sono frequenti sulla strada per Garissa. L’auti-
sta li vede, accosta e fa marcia indietro. Non
capisco. Lui sorride, mi offre una caramella alla
menta e la offre anche alla donna seduta dietro.
Della caramella non me ne frega niente, sembra
lo zuccherino per addolcire la pillola.
“Jimmy che succede?”.
“Sembra che andremo a Bura Tana percor-
rendo strade sconnesse per evitare i posti di
blocco”.
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