Page 77 - Alì
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Arriviamo e la gente ci accoglie. Prima del
               calar del sole Ernesto mi porta sul lato destro
               della chiesa, sull’angolo tra la parete centrale e
               il lato destro, e mi fa notare alcune strane scalfit-
               ture. Sono state riparate, o meglio, nuovamente
               dipinte di blu.
                  “Vedi, don Gigi, cosa significa essere cristiani
               qui? Questi sono dispetti fatti con un machete.
               Sono venuti qui e hanno volutamente fatto questi
               segni. Abbiamo subito riparato... Chi può essere
               stato? Non penso proprio siano stati i cristiani...
               Dunque pensa tu a chi vuoi, ma non sbagli se
               dici il nome dell’Islam. Questa chiesa è davvero
               bella, ma la cosa più bella è che, da quella data
               in cui abbiamo celebrato la Messa in casa di Do-
               nato a oggi, il numero dei cristiani è aumentato e
               questa sera siamo più di cento persone. I giorni
               festivi la chiesa raggiunge 140 persone e spesse
               volte la gente deve rimanere fuori”.
                  Mi commuove questo fatto e penso all’Italia
               dove le chiese invece si svuotano.
                  “La gente – continua padre Ernesto – ha co-
               minciato a riunirsi per costruire la chiesa e poi,
               piano piano, ha cominciato a frequentare e tra
               di loro è aumentato il numero di gente che è


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