Page 36 - 4. La speranza non delude
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stai? ». « Sono venuto a trovarti! ». Ripeto a voce più alta la
    stessa frase, e poi ancora una volta: « Mamma apri gli occhi!
    Rispondi! ». So che la povera donna non può parlare perché
    ha il tubo della tracheotomia in gola. Sono costretto ad
    ascoltare un assordante silenzio che mi entra nel cuore e che
    provoca in me commozione fortissima. Apre con fatica gli
    occhi, mi riconosce… spalanca forte gli occhi dolci! E…
    con enorme fatica accenna a uno straziato sorriso. Cerca di
    parlare ma invece tossisce… e il tubo della tracheo si im-
    porpora di sangue. Uno sbuffo di sangue esce dalla cannula
    e scende sulla garza, piccoli rivoli rossi scorrono sulla pelle.

        Mi guardo attorno e trovo delle garze sterili, ne prendo
    una e comincio ad asciugare quel sangue. Giunge una brava
    infermiera e mi dà una mano. Guardo quel sangue e guardo
    Mamma… mi metto a parlare con l’infermiera, giunge anche
    il medico che con uno sguardo sereno mi rassicura: « Don
    Gigi, non si preoccupi, non è nulla! Ora cambiamo la medi-
    cazione e puliamo… Va tutto bene, sia sereno! Mamma si sta
    riprendendo… ». Quelle parole riportano la pace nel mio
    cuore in tempesta. Mentre parlo con loro, meccanicamente
    metto la garza intrisa di sangue in tasca con gli occhi lucidi di
    lacrime. Il mio incontro con Mamma finisce con un grande
    bacio sulla fronte febbricitante.

        Uscendo dal reparto mi accorgo che la mano è sporca di
    sangue e mentre mi lavo ricordo quanto era successo ven-
    t’anni prima. Giunto a casa prendo quel pezzo di garza e lo
    metto in una minuscola teca di metallo, con un piccolo lac-
    cio me la metto al collo. Ora quel sangue è vicino al mio
    cuore e in questo modo supero nella preghiera continua per
    Mamma una distanza di seicentoventi chilometri e mi porto
    vicino a lei. Il giorno della prima messa, il lontano 21 Giu-
    gno 1986, ho celebrato l’Eucaristia con il nuovo calice che
    contiene ancora i due anelli nuziali di Mamma e Papà; ora
    ogni mattina bevendo il sangue di Gesù nell’Eucaristia mi
    sento meno indegno ad avvicinarmi a quel calice a motivo
    del sangue di Mamma che è vicino al mio cuore. Sento che a

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