Page 52 - 1. Roccia del mio cuore è Dio
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po’ di tempo, un anno e mezzo circa, avvenne a Roma
la canonizzazione del beato Gregorio Barbarigo. Mio
marito mi convinse a partecipare e io, con grande gioia,
andai. Durante quella bellissima funzione ho chiesto a
questo santo la gioia di diventare mamma, perché erano
già trascorsi quasi due anni, ma “i figli non venivano”.
Tornando a casa e salendo negli uffici per le pulizie
ho trovato appeso alla parete un bellissimo e grandissi-
mo quadro di san Gregorio Barbarigo; allora ho fatto
questo proposito: se avessi avuto un figlio lo avrei donato
al Signore nel sacerdozio. Ogni mattina pregavo que-
sto santo perché esaudisse la mia preghiera. Fui esau-
dita, nella nostra grande gioia ci nacque un figlio ma-
schio che nel 1986 fu ordinato sacerdote. Ora, piena
di gioia, ogni sera, dico un “Pater Ave Gloria” perché
diventi un santo sacerdote con la protezione di san Gre-
gorio Barbarigo».
È un testo su carta strappata da un’agenda, è un po’
ingiallito, ma non dico quale stupore e meraviglia ha
provocato in me quando l’ho ritrovato a casa. Quel fo-
glio contiene la storia della mia vocazione, prima ancora
che io potessi rispondere di sì, prima ancora che ve-
nissi alla luce. Ho riposto quel foglio nella mia Bibbia,
quasi a dire che anch’esso è Parola di Dio. Il tema
vocazionale viene presentato con audacia dalla Sacra
Scrittura. Per esempio Isaia ci parla della sua chiama-
ta e si ricorda esattamente quando fu: nell’anno in cui
morì Ozia re. Egli allora «vide» il Signore o meglio il
trono e i lembi del suo manto e il santuario della litur-
gia di adorazione; la voce e la nube che abita il tempio
e nasconde e manifesta Dio. Dinanzi a Dio tre volte
Santo, come tutte le Chiese cristiane proclamano nella
52 II - CARO DON LUIGI

