Emergenze

UNA MUNGITRICE PER UNA STALLA DEVASTATA DAL TERREMOTO IN ITALIA 24 AGOSTO 2016


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Come Associazione abbiamo preso una decisione semplice e lineare presente nel videoclip che si può vedere cliccando sull’immagine sopra riportata

TERREMOTO: IL BILANCIO SI AGGRAVA ANCORA E GIUNGE OGGI 26 AGOSTO A 267 MORTI
Il consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza e lo stanziamento dei primi 50 milioni di euro per l’emergenza Si aggrava ancora il bilancio delle vittime del terremoto nel Centro Italia, aggiornato dalla Protezione Civile: 267 morti, 207 dei quali ad Amatrice, 49 ad Arquata e 11 ad Accumoli.I feriti passati per gli ospedali di Lazio, Umbria e Marche sono 387, ma si sta verificando quanti ancora siano ospedalizzati. Fino a ieri sono state 238 le persone estratte vive dalle macerie: ai 215 salvati dai Vigili del Fuoco, si devono infatti aggiungere 23 tratti in salvo dal Soccorso Alpino. La terra continua a tremare.

Una forte scossa di magnitudo 4.8 è stata avvertita ad Amatrice (Rieti) alle 6:28 di questa mattina, provocando nuovi crolli nel centro del paese. Non sono stati colpiti i vigili del fuoco che scavano ancora in due punti di corso Roma alla ricerca di dispersi, all’Hotel Roma e in una casa privata. Le scosse di terremoto sono state 928 dal 14 agosto, 57 solo dalla mezzanotte di oggi, tra cui quella di magnitudo 4.8 delle 6:28 di stamani. Per tutta la notte l’Istituto nazionale di Geofisica (Ingv) ha registrato repliche nella zona del Reatino. Alle 2:04 c’è stata una scossa di magnitudo 3.8, alle 6:08 e alle 6:21 di magnitudo 3. Le altre sono state da 2.1 a 2.7. Scosse di intensità simile proseguono in mattinata.Il consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza e lo stanziamento dei primi 50 milioni di euro per l’emergenza. Lo annuncia il premier Matteo Renzi al termine del consiglio dei ministri.Prosegue senza sosta il lavoro dei vigili del fuoco e di tutti i soccorritori.

L’IMPEGNO DI AMICI DI SANTINA ZUCCHINELLI: UNA MUNGITRICE PER UNA FAMIGLIA CI CONTADINI DI AMATRICE CHE HA VISTO LA SUA STALLA E CASCINA DEVASTATA DAL SISMA
Dal giorno del terremoto ad oggi abbiamo raccolto circa Euro 1500 da destinare ad un bisogno concreto dei terremotati. Grazie a Vania De Luca, nostra Socia, abbiamo individuato in una mungitrice per una stalla devastata dal sisma il nostro intervento concreto a favore dei terremotati. Tale mungitrice verrà donata alla famiglia colpita dal terremoto in data 4 dcembre 2016, quarto anniversario della morte di Santina. Tutti siete invitati a questo momento, stampando l’invito qui sotto riportato:

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TERREMOTO: UNA MUNGITRICE IN DONO DALLA FONDAZIONE SANTINA AD AMATRICE (ADNKRONOS, 02.12.16)
Fondi in favore di una famiglia di allevatori, domenica messa celebrata da padre Lombardi Roma, 2 dic. (AdnKronos)
Una mungitrice per una famiglia di allevatori, la cui stalla è stata completamente distrutta dal terremoto. E’ il dono che la fondazione Santina, presieduta da monsignor Luigi Ginami, fa ad Amatrice, in occasione della cerimonia dei suoi quattro anni di attività che coincidono con la scomparsa di Santina Zucchinelli, con una messa domenica nella basilica di San Pietro in Vaticano celebrata da padre Federico Lombardi, già direttore di Radio Vaticana e portavoce di Papa Francesco e ora presidente della fondazione Ratzinger nonché socio onorario della fondazione Santina. “Abbiamo scelto di sostenere una famiglia di Amatrice donando questo semplice strumento di lavoro, una mungitrice. Per loro e per la loro fattoria – spiegano alla fondazione Santina – significa scommettere sulla prosecuzione del piccolo allevamento e puntare su un oggetto simbolico, che nessun terremoto potrà portare via”.

IL TERREMOTO NON È COLPA DI UN DIO CHE SI È DIMENTICATO DI NOI… TESTIMONIANZA DI MARIANNA ALLA SANTA MESSA IN SUFFRAGIO PER IL QUARTO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI SANTINA
Basilica di S. Pietro in Vaticano
Altare della Tomba
4 dicembre 2016 ore 17,00
Sono parole scarne ed essenziali quelle con cui Marianna ha ricordato, durante la messa per il quarto anniversario della morte di Santina, quella notte terribile del 24 agosto in cui ad Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e in tutto il centro Italia la terra ha tremato travolgendo cose e persone, distruggendo sogni e speranze, seminando morte e distruzione. Altrettanto essenziale, quanto prezioso, nella sua semplicità, il dono di due mungitrici ricevuto dall’associazione, che consentirà a lei, a sua madre e a suo fratello, di continuare l’attività della piccola fattoria voluto da suo padre, prematuramente scomparso diversi anni fa. Ma più di tutto, attraverso questa storia, fatta di folti e persone concrete, conta il calore umano, la fraternità donata e ricevuta di una comunità che chiede di non essere lasciata sola nella faticosa opera di una ricostruzione non solo materiale. 

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Con sei amici di Amatrice ai quali abbiamo regalato due mungitrici


24 agosto 2016 h.3:36, questa data rappresenta l’anno zero, lo spartiacque tra ciò che era e ciò che sarà in futuro. Da questo momento in poi niente è più come prima, le nostre vite sono state sconvolte nel profondo: abbiamo perso amici, compaesani, il nostro paese e la nostra città. Il terremoto colpisce e distrugge qualunque cosa incontri, i sacrifici di una vita, già segnata da tanta salita; i sogni e le speranze di quanti rimangono inermi a chiedersi perché tanto dolore. Siamo vivi, certo nel corpo, ma la nostra anima, i nostri sentimenti sono persi, quasi ad essere sconvolti come quelle stesse macerie che ormai ricoprono il nostro territorio. Io stessa mi trovo spesso persa nei miei pensieri, ubriaca di solitudine, con un senso di vuoto che mi pervade. Penso : “ma a cosa sono serviti tanti sacrifici, tanti sforzi per avere una vita migliore? Affannata tra lavoro, studio, preoccupazioni per la mia famiglia. e poi, noi non abbiamo già sofferto abbastanza per la perdita di papà? Non ha potuto vedermi crescere e sostenermi nelle scelte, essere alla mia laurea e un giorno al mio matrimonio. Ha lasciato un vuoto incolmabile.” Ma mi ha trasmesso in eredità anche un grande senso di appartenza al mio paese, alla mia terra, alla nostre mucche e all’azienda che egli stesso da solo ha creato e da qui voglio ripartire. Il terremoto non è colpa di un Dio che si è dimenticato di noi… ma è l’uomo che è inadeguato con la sua opera, non è la natura ad essere matrigna, ma siamo noi esseri umani ad agire senza il suo rispetto. Il primo momento di gioia, tra la disperazione delle notizie che arrivavano mano mano sulla perdita dei nostri amici, è stato vedere dalla finestrella della nostra chiesa, le statue della Madonna e della nostra patrona Santa Savina, ancora lì al loro posto, a vegliare sul loro paese e sui loro devoti fedeli. Santa Savina si è presa cura di noi e di mia madre tante volte. Ora intorno a noi c’è silenzio e desolazione, rotto solo dai rumori dei crolli e delle ruspe.ci aspettano periodi difficili, e l’inverno un po’ ci spaventa. Ma non siamo soli, anche da lontano i nostri compaesani vocetari non ci hanno mai abbandonato, ci sostengono e ci aiutano ad andare avanti. Collaborando per la sopravvivenza della nostra azienda e riempiendo i nostri cuori con il loro affetto. Altri aiuti ci sono pervenuti anche da molte persone che non ci conoscevano, come Don Gigi. Vi ringrazio a nome del nostro paese, della mia casa, e degli amici che non ci sono più.


LA TESTIMONIANZA

Mi chiamo Lina e vivo a Voceto, una frazione di Amatrice. Mio padre è morto quando io ero piccola. Scrivo queste righe dalla roulotte in cui dormo con mia mamma. In famiglia siamo tre: io, mamma e mio fratello. Abbiamo una piccola azienda agricola in cui produciamo latte vaccino, eredità del mio papà. Mia madre e mio fratello si occupano dell’azienda, io dò una mano, ma ho sempre lavorato fuori. Ho svolto tantissime attività diverse, e alla fine con tante difficoltà sono riuscita a laurearmi lo scorso anno, e ho iniziato a lavorare presso la GSA di Amatrice, in cui mi occupavo principalmente di contabilità è piccola amministrazione. Tutto questo fino al 24 agosto, in cui ho perso amici, conoscenti, gran parte del mio paese e la mia città.

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La mia casa é stata costruita da mio padre verso la fine degli anni 70, ed é una delle poche case che ha resistito bene al sisma. L’azienda é invece gravemente danneggiata, e non in grado di affrontare l’inverno, per via del maltempo, della neve e del vento. Siamo in attesa di direttive che dovrebbero essere presenti nel decreto governativo che verrà pubblicato tra 15g. Io ho perso il mio lavoro, e mi sto affannando nella ricerca di un nuovo impiego, ciò é più complicato del previsto. Abbiamo perso anche la pace e la tranquillità per affrontare ogni giorno…ma non la speranza di poter vivere ancora una vita che ci regali un po’ di gioia e di amore.

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La nostra Associazione ha deciso di intervenire fattivamente tra i diversi danni del terremoto regalando una mungitrice nuova alla stalla di questa famiglia per un totale di Euro 1500. Tale gesto avverrà il 4 dicembre 2016 durante la Messa in suffragio per Santina

IL NOSTRO INTERVENTO (CONTRIBUTO A CURA DI VANIA DE LUCA)
Nei paesi di montagna la vita non è mai semplice, soprattutto d’inverno, ma chi in montagna è nato e cresciuto mantiene spesso un legame con la sua terra che ricorda le radici degli alberi. Alcuni scelgono di andare via, preferiscono la città. Per altri invece andare via significherebbe sradicarsi e appassirsi, come gli alberi strappati alla terra.  Così fu per Francesca (i nomi sono di fantasia, ma la storia è vera) che pur rimasta vedova con due figli, Giuseppe e Lina, scelse di rimanere in montagna, ad Amatrice, in una delle frazioni poco distanti dal centro cittadino.

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Gli anni passano e la piccola fattoria, con le mucche e le galline, il piccolo orto per il fabbisogno della famiglia, consentono una vita non certo agiata ma onesta e dignitosa, fino a quella terribile notte del 24 agosto 2016 in cui la terra ha tremato, così forte e così a lungo, che Amatrice è stata praticamente rasa al suolo, e tutte le sue frazioni più di 60, sono profondamente ferite.

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Francesca oggi ha 70 anni, suo Figlio Giuseppe, principale aiuto nel lavoro alla fattoria ne ha 35 e sua figlia Lina 28. Dalla notte del terremoto non possono dormire in casa, come tutti gli abitanti della “zona rossa” di Amatrice. Il danno maggiore però l’ha subito la loro stalla, che ospita 30 mucche. Le persone dormono nei container e nelle tende, ma le mucche?

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Una parete è pericolante, i macchinari per la mungitura sono stati danneggiati, e a questo si aggiunge il problema della viabilità per tutta la zona, che significa difficoltà nella vendita del latte prodotto dalle mucche, difficoltà anche nell’acquisto del fieno di cui hanno bisogno i bovini in inverno, quando non possono raggiungere i pascoli innevati. Se l’economia non riparte è difficile parlare di futuro, e anche se nella fattoria di Francesca la nascita di questo vitellino, a fine ottobre, è stata un piccolo segno della vita che va avanti, della natura che verso la vita è protesa, ora bisogna fronteggiare l’inverno che avanza, e tutto è più difficile, tanto più che la terra a ripreso a tremare, e sembra non ci sia pace.

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Delle diverse necessità immediate e concrete della famiglia, (la messa in sicurezza di una parete della stalla che è pericolante, il fieno per gli animali, una mungitrice per il latte delle mucche) la fondazione Santina ha scelto di sostenere proprio questo semplice strumento di lavoro, ma che significa tante cose. Donare a Francesca e ai sui figli una mungitrice per la fattoria significa scommettere sulla prosecuzione del piccolo allevamento, e puntare su un oggetto, simbolico, che nessun terremoto potrà portare loro via.

IN DATA 30 NOVEMBRE 2016 
Visto il preventivo, accluso in questa pagina il nostro Tesoriere Dottor Luigi Pacini ha disposto ordine di bonifico per Euro 1500. Ecco qui la causale acclusa:
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