I. INTRODUZIONE: CHALLAPALCA IL CAMPO DA PALLONE PIU’ ALTO DEL MONDO
Ore 3.45 meno sei gradi, luna piena: carichiamo la jeep, sono duecento coperte duecento cappellini di lana, duecento pezzi di sapone, dentifricio e duecento spazzolini da denti. Direzione Challapalca. Dopo averla pensata programmata e meditata la giornata del 21 giugno è arrivata! Padre Joselo padre andres Olinda, Cesar, nostro autista, e Wilder Sandera ufficiale de INPE (Instituto Nacional Penitenciario) è il gruppo di cinque persone che con me viaggerà verso il carcere di massima sicurezza…
GRAZIE A CRISTINA E PIERANDREA CHE HANNO DONATO EURO 5500 IN OCCASIONE DEL LORO MATRIMONIO
Sto scrivendo mentre saliamo la strada sterrata verso l’inferno. Il sole sorge all’orizzonte. Io sono così emozionato e felice perché il sogno si sta realizzando. Wilder ci racconta la vita nel penale di Challapalca E.P.R.C.E. (Establecimiento Penitenciario de Regimen Cerrado Especial). Io sono stordito dalla grande occasione di conversione che Dio mi offre in questo giorno in cui acquisterò indulgenza plenaria passando la porta del carcere. Quanti pensieri nella testa mentre il freddo ai piedi e alle mani si fa sentire. Sapevo perfettamente queste difficoltà, ma esse mi danno forza e coraggio. La strada è sterrata come quella del Kenya.

Per visitare questi disperati sono sei ore di viaggio, un isolamento formidabile dal mondo un regime di castigo duro. Mentre Wilder parla io cerco di scrivere. A Challapalca troveremo tre diversi regimi di vita. Regime A B e C, il regime di carcere duro prevede due ore solo di aria al giorno e reclusione in isolamento.
Alle 8 mattina colazione, tre ore di rieducazione, alle dodici quello che potremmo chiamare pranzo, poi lavoro e alle cinque reclusione totale Ognuno in una cella. Nessuno può uscire, non si può scappare… Dove fuggire con il freddo che brucia i piedi e i polmoni a 5050 metri? Fuggire equivale a morire. Gli ultimi prigionieri fuggiti sono morti per freddo e per disorientamento. Condizione di vita durissime ed inumane condizionano l’esistenza del carcere più terribile di tutto il Perù. Wilder mi dice che i video che abbiamo visto sono tutti veri. Sono delinquenti efferati che sono in punizioni terribili. Ora al carcere ci sono 140 prigionieri. Sono criminali distanti trenta ore da Lima . Tra di essi. ad esempio. vi è Gerald Oropeza, detto‘Tony Montana‘, che sembrerebbe vincolato al clan Zazo per il traffico di cocaina dal Perù versol’Europa e gli Stati Uniti. Il Paese infatti si trova quindi in mezzo a una lotta interna ed esterna contro le organizzazioni mafiose straniere e nazionali che lucrano su questo commercio illegale.

Il luogo si fa sempre più deserto. La jeep sale, sale, tutto è brullo e deserto l’altezza è molto determinante… Che gran commozione scrivere mentre sto viaggiando. Dovrò ricordare questi momenti tutta la vita. La jeep è molto piccola per sei persone, io tengo in grembo un Gesù buon pastore regalo di Papa Francesco. Come i pacchi che abbiamo per i prigionieri. Che meraviglia essere preti. Che meraviglia incontrare Gesù in questo inferno del mondo. Queste esperienze hanno nel loro cuore una bomba atomica di energia… Solo chi le vive riesce a capire come Emanuele, Caterina e Marzia che mi hanno accompagnato in Africa; come Doreen e Jimmy a Garissa e qui Olinda, padre Joselo padre Andres e Wilder … Queste esperienze cambiano il DNA della vita e la impostano su Dio. Sono esperienze grandi e forti che rasentano la contemplazione, che fanno capire il senso profondo della vita. Difficile è scrivere, amici voi siate comprensivi e perdonerete l’italiano scorretto perché scritto su iPad tra uno scossone e l’altro in mezzo alla polvere ghiacciata di questa strada sterrata. Il cuore dell’uomo lo incontri solo e sempre percorrendo sentieri duri e polverosi, ma che regalano spazi di riflessione sulla vita e sul mondo. Grazie Gesù; chiudo l’iPad: è tempo di pregare recitando le lodi del mattino….

Siamo a 5050 metri: il carcere è davanti a noi; la polizia penitenziaria ci sta aspettando, abbiamo da scaricare la jeep di tutti in regali per i prigionieri. Entriamo, una ragazza ci chiede i documenti e perquisisce gli oggetti che abbiamo con noi come il bel Gesù buon pastore, regalo per il carcere. Sono emozionato, è il carcere più duro e più difficile del Paese ed oggi è il giorno del compleanno del mio sacerdozio. Ci perquisiscono e poi…siamo dentro nel l’inferno fatto di sbarre, lucchetti, filo spinato; con sorveglianza dell’esercito, della polizia statale e degli uomini della polizia penitenziaria. Ci è concesso di celebrare la messa, ma solo per dodici prigionieri scelti e – la cosa più dura – al di là di grosse sbarre.
Li guardo negli occhi questi mostri del crimine, relitti dell’umanità… Ma non riesco a vedere nei loro occhi cattiveria, ma una infinita sofferenza… Solo tre di loro su dodici hanno ricevuto una visita di parenti, gli altri nove nessuno. La prima cosa che si capisce a Challapalca è cosa sia isolamento. Per arrivare lì abbiamo fatto circa sei ore in mezzo al vuoto… Solo lama, vigogna, alpaca, pochi pastori e sterminate meravigliose estensioni di terra completamente vuote. Mentre giungi a Challapalca il vuoto e la solitudine ti entrano nel cuore… Guardo gli occhi ed oltre sofferenza leggo tanta paura, paura per il futuro, paura per incertezza… paura per Challapalca. Inizia la triste litania dei nomi e di cosa hanno fatto, nomi e crimini, ognuno racconta la propria vita e mentre raccontano la loro vita, guardando i loro occhi e la loro paura, mi viene in mente la frase di Gesù . Ero carcerato e siete venuti a visitarmi. Li guardo e ne conto dodici, come gli apostoli… Nel cuore il forte presentimento di essere sulla strada giusta nell’averli voluti incontrare. Non ho fotografie di quei momenti perché è fortemente vietato dal regolamento, ma il loro volto lo fotografa il mio cuore!
Leggo lentamente a loro il messaggio di Mons. Fisichella a nome di Papa Francesco, dove si racconta come il papa sia a loro vicino. Poi la lettera del cardinale Comastri e così, dopo questi bei messaggi, inizia la messa. Una messa semplice concelebrata da padre Joselo e padre Andres, non candelieri, non solenni altari, niente di niente se non dodici disperati con i loro occhi fissi su di noi al di là delle grosse e rosse sbarre. Al momento della preghiera dei fedeli esprimono le loro intenzioni pregano per i figli, per la madre, per la libertà . Chiedo a ciascuno di loro di scrivermi i nomi dei figli per pregare per loro, commossi alcuni, con le lacrime agli occhi, acconsentono volentieri. La felicità mi nasce nel cuore, consacriamo il pane e il vino…
Faccio baciare la statua di Gesù buon pastore arrivata da Roma… Mi commuovo e piango. tengo nel cuore tanta pace. Ci fermiamo… Sono in jeep mentre scrivo tutto è buio. Una meraviglia, fuori al freddo ghiacciato una stellata tremenda che mi riporta in Africa, a Bura Tana. Le stelle ci piovono addosso, vedo una stella cadente. L’ incanto del Perù mi prende gli occhi e mi regala respiri di infinito nelle stelle che ricamano il nero della notte.Ritorniamo in jeep e io ritorno a scrivere; i miei compagni chiacchierano felici della giornata mentre io ritorno alla messa della mattina. Stiamo per arrivare al momento della comunione…
Io sono catturato dai loro sguardi. Fermo la messa e dico: “Ma a voi interessa il perdono di Gesù? Avete raccontato i vostri crimini: avete rubato, ucciso commerciato droga, vi piacerebbe essere perdonati da Gesù e ricevere il suo perdono ora?” Scorgo nei loro occhi qualcosa di nuovo, mi dicono di si… E allora, uno per uno, chiedendo perdono dei propri peccati ricevono l’assoluzione. Mentre do l’assoluzione mi viene in mente Papa Francesco. Non dobbiamo avere paura di perdonare i peccati come sacerdoti! Ha ragione, questi dodici uomini hanno confessato i loro crimini e dunque perché non possono ricevere il perdono di Gesù. Cosa sono venuto a fare a Challapalca oggi? Ma per assolvere i peccati! Riceviamo tutti la comunione e poi… Lentamente attraversano la porta santa della loro cella dando un bacio…è l’anno della Misericordia! Ci salutiamo dalle sbarre in modo particolare: mi inginocchio e chiedo da loro la benedizione: alcuni mi fanno il segno della croce, altri mi toccano la fronte e uno poverino mi da un bacio alla fronte. Sinceramente non riesco a vedere in loro il demonio, ma invece vedo residui di uomini sbranati dalla disperazione in un carcere assurdo in cui al posto di rieducare si castiga! Uomini bruciati dal freddo del carcere, uomini che non hanno più relazioni e che non hanno più speranza. E loro hanno nella loro pelle l’impronta di Dio… Loro sono la carne di Gesù, e questo è il momento più bello di tutta la giornata. Il Direttore ci fa segno di seguirlo nelle cucine dove potremo invece abbracciare i prigionieri che sono addetti ai fornelli e distribuire a loro i regali di Papa francesconi…. Entriamo nella grande cucina dove stanno preparando quello che potremmo chiamare il pranzo.

II. PROGETTO REALIZZAZIONE CAMPO DA CALCIO CARCERE DI CHALLAPALCA A PUNO IN PERU’ SOSTENUTO DALLA FONDAZIONE SANTINA ONLUS (ROMA, 6 AGOSTO 2016)
NB. L’altezza alla quale si deve lavorare è veramente alta perché raggiunge i 5050 metri. Per tutte queste ragioni è necessario che una squadra specializzata di operai dorma alla prigione. Saranno ospitati nella caserma dell’INPE per 15 giorni. A metà dei lavori la Signora Asunta Olinda Calderon Vega con il suo marito raggiungerà Challapalca per verificare lo stato dei lavori e riferire con opportune fotografie. L’inaugurazione è prevista per il 25 dicembre 2016

Gentilissimo Signor Wilder
I.N.P.E. INSTITUTO NACIONAL PENITENCIARIO OFICINA REGIONAL ALTIPLANO PUNO CHALLAPALCA
in occasione del recente Viaggio di Solidarietà della Nostra Fondazione Santina ONLUS – svoltosi dal 18 al 29 giugno 2016 ho formulato al nostro Direttivo la domanda di Euro 10.000 per poter realizzare un campo di calcio situato vicino il carcere di Challapalca a Puno in Perù. Sono lieto di annunciare che in data 11 luglio 2016 il Consiglio di Amministrazione, riunito nella Sede di Roma della nostra Fondazione, all’unanimità ha deciso di stanziare l’intera somma da Voi richiesta per un totale di Euro 10.000. Dopo aver fatto questa importante premessa ecco le condizioni del nostro accordo.

1. La somma sarà suddivisa in due rate:
PRIMA RATA EURO 5.000.
SECONDA RATA EURO 5.000
2. Le spese bancarie di spedizione saranno come nostra tradizione con accordo con la nostra banca OUR, nostre, dunque a voi giungerà intero corrispettivo della rata stanziata.
3. Le tre rate saranno erogate sul conto corrente e codice bic swift che ci indicherete Voi tramite Vostra comunicazione e precisamente il Codice Swift, il Titolare/beneficiario del Conto, l’indirizzo del Titolare/beneficiario del Conto e il numero di Conto Corrente.
4. A fronte di tale nostre erogazioni siamo a chiedere a voi di attenervi ad alcune regole che abbiamo stabilito per ogni nostro intervento caritativo e di solidarietà
4.1 A fronte di ogni rata a voi bonificata chiediamo:
– Accusa di ricevimento per mail dell’importo, includendo data di ricezione della somma
– Puntuale rendiconto di come i soldi sono stati spesi e ricevute di quanto da voi speso
– Documentazione fotografica dello stato dei lavori
4.2 Al termine dei lavori chiediamo di apporre targa della nostra Fondazione che sarà nostra premura inviare, con opportuna traduzione in lingua spagnola
4.3 Si stabilirà insieme una data per inaugurazione dei lavori ai quali sarà presente una nostra piccola delegazione, da me guidata, ai fini di stabilire più profondi ed articolati rapporti di solidarietà.
4.4 Ogni fase del progetto sarà rigorosamente resa pubblica nel sito della nostra Associazione come avviene per altri progetti, nel nostro nuovo sito: fondazionesantina.org
Perché tale nostro articolato progetto di spesa possa essere iniziato attendo da Voi:
- WILDER EDDINSON SAAVEDRA TUPACYUPANQUI I.N.P.E. DE PUNO
I.N.P.E. INSTITUTO NACIONAL PENITENCIARIO OFICINA REGIONAL ALTIPLANO PUNO CHALLAPALCA - REINALDO ARAPA ADMINISTRATOR EP. CHALLAPALCA
- OLINDA ASUNTA CALDERÓN VEGA RESPONSABLE DE LA FUNDACIÓN SANTINA PARA ESTE PROYECTO
una risposta firmata da tutti tre a tale mia lettera nella quale si afferma di accettare le 4 condizioni qui menzionate.
Carissimi, anche a nome dei Membri del Consiglio di Amministrazione, voglio esprimere gli auguri più sentiti di buon lavoro ed assicurare altresì il nostro ricordo nella preghiera.
MONS. LUIGI GINAMI
PRESIDENTE

III. PROYECTO DE CONSTRUCCIÓN DEL CAMPO DE FÚTBOL CHALLAPALCA UNA PRISIÓN EN PERÚ PUNO ‘APOYADO POR LA FUNDACIÓN SANTINA NPO
Ecco qui il protocollo di intesa inviato dal nostro studio Pacini
Estimado WILDER EDDINSON SAAVEDRA TUPACYUPANQUI I.N.P.E. DE PUNO
He formulado al Direttivo de Fundacion Santina la demanda de 10.000 euros para construir un campo de fútbol ubicado cerca de la prisión de Challapalca en Puno (Perú). Tengo el placer de anunciar que el 11 de julio, el año 2016 El Consejo de Administración, reunido en la oficina de Roma de nuestra Fundación, decidió por unanimidad destinar el importe total solicitado por usted para un total de 10.000 euros. Después de hacer esta importante premisa aquí es las condiciones de nuestro acuerdo:

1. La suma se dividirá en dos tramos:
PRIMERA ENTREGA DE 5.000 EURO
SEGUNDA ENTREGA DE EURO 5000
2. Los gastos bancarios serán como nuestra tradición con el acuerdo con nuestro banco NUESTRO, nuestra, a continuación, se llega a la totalidad del valor de la cuota asignada.
3. Los dos cuotas se pagarán en la cuenta corriente y el código BIC SWIFT que su reserva a través de su comunicación, a saber, el Código Swift, el propietario / beneficiario de la cuenta, la dirección del propietario / beneficiario de la cuenta y el número de cuenta corriente.
4. En vista de esto nuestras donaciones que le piden que se adhieren a algunas reglas que nos fijamos para todas nuestras intervenciones caridad y la solidaridad.

4.1 En la cara de cada tramo para que drenamos nos preguntamos:
– Procesamiento de recepción por correo electrónico de la cantidad, incluyendo la fecha de recepción de la suma
– Declaración puntual de cómo se gastó el dinero recibido y lo que ha pagado
– La documentación fotográfica de la obra fue
4.2 Al terminar el trabajo nos preguntamos para pintar grande la placa de identificación de nuestra Fundación e será un placer para nosotros presentar a usted , junto con la traducción adecuada en españo.
4.3 Se establecerá conjuntamente una fecha (Navidad 2016 si es posible) para la inauguración de la obra que será una de nuestra pequeña delegación, que conduje, con el fin de establecer relaciones más profundas y coherentes de la solidaridad
4.4 Cada fase del proyecto será estrictamente hecha pública en la página web de nuestra Asociación como lo hace para otros proyectos, nuestro nuevo sitio web: www.fondazionesantina.org
Nuestro complejo proyecto porque dicho gasto puede ser iniciada por usted espera de:
- WILDER EDDINSON SAAVEDRA TUPACYUPANQUI I.N.P.E. DE PUNO
- REINALDO ARAPA ADMINISTRATOR EP. CHALLAPALCA
- OLINDA ASUNTA CALDERÓN VEGA RESPONSABLE DE LA FUNDACIÓN SANTINA PARA ESTE PROYECTO

una respuesta firmada por los quattros y que mi carta, que establece para aceptar las cuatro condiciones que se mencionan aquí. Querido Director, también en nombre de los miembros del Consejo de Administración, quiero expresar los más cálidos saludos de buen trabajo y también asegurar nuestro recuerdo en la oración.
MONS. LUIGI GINAMI
PRESIDENTE
IN DATA 24 AGOSTO 2016 IL SIGNOR WILDER EDDINSON SAAVEDRA TUPACYUPANQUI I.N.P.E. DE PUNO CI INVIA PROTOCOLLO FIRMATO DANDO COSI’ INIZIO AL NOSTRO
PROGRAMMA DI COSTRUZIONE.
Per vedere il protocollo firmato cliccare sulla immagine qui sotto riportata:
IV. DONAZIONE CONIUGI GIULIANI
Pierandrea e Cristina Giuliani sono due nostri soci, che come avete potuto vedere dal video all’inizio di questa pagina hanno destinato Euro 5500 alla costruzione del campo sportivo, costituiscono per noi una grande esempio di solidarietà e di carità: li vogliamo qui di cuore ringraziare a nome di tutto il Penitenziario. Come è da nostra abitudine abbiamo immediatamente trasferito tali denari al carcere di Challapalca dove fervono i preparativi per istallare il campo da pallone. Riportiamo qui per chiarezza la lettera che abbiamo inviato al Signor Wilder e anche la ricevuta dell’Ordine di Bonifico:
LETTERA PER LA PRIMA PARTE DI DENARO DI EURO 5000 IN DATA 12 SETTEMBRE 2016
ORDINE DI BONIFICO DI EURO 5000 IN DATA 6 SETTEMBRE 2016

V. NOTA DEL CONSIGLIO DIRETTIVO 12 SETTEMBRE 2016
Come abbiamo detto in questa pagina la costruzione di questo piccolo campo sportivo avverrà ad una elevata altezza e di conseguenza prima si devono acquistare i materiali e selezionarli accuratamente per il tipo di altezza, temperatura estrema ed anche che possa reggere i raggi infuocati del sole nocivo a 5050 metri. Quanto i materiali saranno acquistati inizieranno i lavori che si concluderanno in 15 giorni. Responsabile di ogni fase del progetto è il Signor Wilder dell’INPE di Puno e per parte di Fondazione Santina è la Signora Asunta Olinda Calderon Vega che invierà a noi un informe visitando Challapalca durante i lavori. Proponiamo qui il Curriculum Vitae del Signor Wilder quale rappresentante governativo del Perù.
WILDER EDDINSON SAAVEDRA TUPACYUPANQUI I.N.P.E. DE PUNO
DIRECCIÓN REGIONAL CENTRO HUANCAYO
Cargo Público de Confianza de Sub Director de Seguridad nivel F-2. Resolución Presidencial INPE Nº 873-2011-INPE/P (30/11/2011)
VI. CONTRATTO E RICEVUTE DI PAGAMENTO PER EURO 5000 IN DATA 26 NOVEMBRE 2016
In data 26 novembre 2016 il Signor Wilder Eddinson Saavedra Tupacyupanqui, Direttore del Carcere Penale La Capilla di Juliaca, ci ha inviato le ricevute del contratto fatto con la squadra di tecnici che si è recata a Challapalca per iniziare i lavori. Nella prima settimana di dicembre la Signora Asunta Olinda Calderon Vega si recherà sul luogo per verificare lo stato di avvanzamento dei lavori. Si ringrazia il Signor Wilder per l’impegno nel seguire i lavori in condizioni dure e difficili a motivo dell’altezza. Ecco le ricevute:

SECONDO INVIO DI DENARO EURO 5000 IN DATA 30 NOVEMBRE 2016
Dopo aver visto documenti e fotografie il nostro tesoriere Luigi Pacini ha emesso ordine di bonifico di Euro 5000 per terminare i lavori del campo sportivo a Challapalca. Ecco la causale. Viene riportata anche in formato pdf con la opportuna lettera di accompagnamento

Con mille difficoltà siamo riusciti a costruire questo campo da calcio. Diversi video e le carte sopra riportate mostrano la trasparenza con al quale abbiamo realizzato i lavori. Ecco qui sotto riportato il diario della inaugurazione da parte di un testimone che era presente all’incontro. Le autorità dell’INPE hanno rilasciato una lettera di apprezzamento per quanto abbiamo svolto nelle carceri dell’altipiano a La Capilla di Juliaca, a Lampa ed a Challapalca. Ecco un documento che testimonia la trasmissione della seconda parte di denaro:

CALCIO DI RIGORE NEL CAMPO DA PALLONE PIU’ ALTO DEL MONDO
Di Berbenni Emanuele
Un campo di calcio sintetico al carcere di Challapalca, a 5050 metri sul livello del mare, carcere di massima sicurezza dove vengono imprigionati i peggiori delinquenti del Perù, è quanto abbiamo realizzato come “Fondazione Santina” e inaugurato il giorno di Natale 2016. Questa opera è la terza realizzata in Perù, dopo la ristrutturazione della chiesa di San Michele Arcangelo a Conima, sulle sponde del lago Titicaca, e la ristrutturazione dell’asilo a Villa San Roman alla periferia di Juliaca. Il campo è stato realizzato a regola d’arte: il tappeto è resistente all’usura e durata nel tempo, antiabrasivo, resistente ai raggi U.V. e soprattutto al gelo, vista l’altura di oltre 5000 metri e le forti escursioni termiche, auto drenante e spalmato sul dorso con mescole in gomma, come si conviene a questo tipo di impianto sportivo. E’ stato subito testato con riscontri particolarmente soddisfacenti. L’inaugurazione è avvenuta la mattina del 25 Dicembre alle ore 9 con cerimonia ufficiale: presenti tutto il personale dell’INPE, dal direttore all’ultima guardia carceraria, rappresentanti dell’esercito di stanza nella limitrofa caserma, il presidente della Fondazione Mons. Luigi Ginami, il dr. Emanuele Berbenni del direttivo, il dr. Giacomo Passera membro dell’Associazione unitamente ad altri soci, come il sig. Hernan e Josmel, marito e figlio della Sig.ra Olinda. Personale dell’INPE schierato in uniforme di rappresentanza, dapprima vi è stato l’alzabandiera con il vessillo del Perù, quindi gli inni nazionale peruviano e poi quello dell’INPE, infine i discorsi di Mons. Ginami, del dr. Berbenni, di Josmel e, per ultimo, del direttore del carcere. I rappresentanti della Fondazione hanno sottolineato come il legame fra la Fondazione e l’Associazione Amici di Santina con questo Paese del Sud America si sia consolidato nel tempo. Questa opera, anche se da alcuni criticata espressamente o tramite i social, è stata fortemente voluta dal direttivo e dal suo presidente per raggiungere quella periferia dell’umanità quali sono i carcerati, in questo posto sperduto del sud del Perù. Il direttore del carcere dal canto suo ha ringraziato pubblicamente, a nome di tutti coloro che operano in questo carcere di massima sicurezza, l’Associazione e la Fondazione per questo prezioso regalo tanto gradito quanto insperato, giunto in questo luogo dimenticato da tutti nel giorno di Natale. L’epilogo finale è stato un calcio di rigore realizzato dal dr. Berbenni all’imbrunire, quasi ad incorniciare una giornata indimenticabile.
Ed infine ecco la Lettera di apprezzamento del Direttore del Penale di Juliaca La Capilla:












