#VoltiDiSperanza

SASHA– N.58 IL LIBRO GRATUITAMENTE


Ecco il n. 58 della collana #VoltiDiSperanza SASHA, con la prefazione di Bedy Moratti e l’introduzione di Gloria Fontana

GIRARE IL MONDO ALLA RICERCA DEI PIÙ BISOGNOSI
PREFAZIONE
Il mio amato Monsignor Gigi Ginami è tornato dalla Siberia e come sempre racconta a noi che siamo qui comodi e tranquilli, la vita difficile, a volte impossibile, dei bambini nei Paesi più poveri e distanti. La Siberia è lontana da noi ma le azioni e l’amore di Don Gigi per i più piccoli e i più poveri riesce a mostrare che si può e si deve salvare e far riprendere una nuova vita anche ai piccoli che non hanno nulla e mangiano quello che trovano. Superando ogni difficoltà Don Gigi gira il mondo alla ricerca dei più bisognosi, dei bambini che non hanno un futuro. Per lui l’amore per gli altri è naturale. Sempre disponibile, sempre presente tranne quando ai messaggi risponde “sono in Perù sulla montagna’’. I suoi libri sono la testimonianza del suo lavoro “sono in Siberia’’ “sono in Africa”. Così risponde ai miei messaggi gran parte dell’anno. Spero di vederti presto, Don Gigi, ciao
Bedy Moratti

LE PICCOLETTE COSE
INTRODUZIONE
…E ti sembra facile presentare così, su due piedi, un’avventura come questa? – E che cosa avrebbe di diverso, dalle 71 precedenti, di grazia? – In realtà, nulla: alla fine, sembrano tutte uguali – in senso positivo, ovviamente. Grandissima fatica per il viaggio di andata e ritorno, tour de force in loco, con mille mila visite, incontri, chiacchierate con le persone che va a visitare, altrettante inaugurazioni … – ma sono tutte “piccolette cose”, mi dirai. Vero. Ma tu lo sai, che sono tante “piccolette cose” messe una insieme all’altra che poi fanno le cose grandi, incredibilmente grandi? Prendi, ad esempio, questo viaggio in Siberia. Già se ci pensi, ti metti paura: veramente, la Siberia per noi europei è dall’altra parte del mondo. Forse, nel nostro immaginario collettivo, non è nemmeno più nel mondo. È una parte del nostro globo che esiste ma che è come se non esistesse, lontano da noi per chilometri, per mentalità, per tradizioni, per storia. Dici “Siberia” e ti vengono in mente lande desolate, centinaia di chilometri di bianco e ghiaccio, senza anima viva; lupi, sì, quelli sì, ma umani? Pochi, sicuramente … E chi sopravvive – come? – a 40 gradi sottozero? Ecco, vedi: ci vuole pure qualcuno che vada a cercare quelle povere anime di Dio che vivono ai confini della terra. E che vada a vedere come, pure soltanto con una “piccoletta cosa”, si possa portare non solo conforto, ma soprattutto speranza a quelle persone. E Gigi ci è andato – certo, non solo lui, ma noi lui conosciamo …E ci racconta quello che ha trovato. E – guarda! – ha trovato persone come noi, che viviamo da questa parte degli Urali, con gli stessi problemi che abbiamo anche noi – e con gli stessi cuori grandi che ci sono anche da noi. Vogliamo parlare di Sasha, che frequentando gli ambienti della Caritas e vedendo quello che fanno le suore, per imitazione e non per proselitismo decide di convertirsi al cristianesimo? Vogliamo parlare di Svetlana, la nonna antica che decide di prendersi cura della famiglia del figlio perché la nuora, sfinita dalle condizioni durissime della sua vita e con quattro bambini piccoli, non riesce a far fronte e prima cade nell’alcolismo e poi, un bel giorno, scappa da questa sua vita nel disperato desiderio di trovarne una migliore? E che poi perde anche il figlio che, abbagliato dalle millanterie di un arruolamento facile, dopo un mese soltanto viene dichiarato disperso? Poi, last but not least, vogliamo parlare di suor Daria, soldato di Dio, che insieme a don Gigi macina centinaia, no: migliaia di chilometri per arrivare agli estremi limiti di quella regione, in un villaggio quasi sperduto in cui il 70 per cento degli adulti è alcolizzato, e i bimbi vivono in strada perché in casa non se li fila nessuno (perdonate la scioltezza del linguaggio, ma è proprio così!)? In quel posto sperduto, Gigi è andato a inaugurare i nuovi locali con i bagni, le docce e – sembra una sciocchezza di poca importanza, ma secondo me è la chicca del pensiero organizzato – una lavatrice! Spieghiamo. I bimbi – leggerete poi con un sorriso amaro quanto vi racconta Gigi – non hanno una grande frequentazione di acqua e sapone, data la loro condizione di bimbi abbandonati, più o meno; nei nuovi locali adiacenti al refettorio (inaugurato l’anno scorso, ricordate?) i bimbi possono fare una bella doccia e rivestirsi con abiti puliti. MA – ed è qui che casca l’asino: ma sono chiamati a lavarsi i vestiti che si sono tolti, e devono farlo loro stessi. Lavare e stendere – in modo che alla prossima doccia possano ritrovare vestiti puliti. Sì, è vero, posso contare sull’aiuto di persone buone, ma non è che tutto casca dal cielo: anche io devo fare la mia parte, quindi: aiutati che Dio t’aiuta … Ecco il pensiero clou di suor Daria: insegnare a questi “bambini sperduti” la base del senso di co-responsabilità, di comunità …E basta: non vi dico altro, altrimenti sarà inutile che andiate a leggere. Ma, come sempre, vale la pena. È proprio come dice Gigi: le opere della Fondazione/Associazione non sono opere da titolone in prima pagina, anzi: vedete che non ne parla nessuno – o quasi. Ma sono quelle “piccolette cose” che aiutano le persone in difficoltà a ritrovare dignità e quindi speranza e quindi la voglia di trovare uno scopo nella vita, la voglia stessa di vivere, perché quando qualcuno ti ama, quando qualcuno fa qualcosa per te, tu capisci che sarai capace di sollevare le montagne …
Gloria Fontana