Viaggi di Solidarietà

CAMERUN 28 APRILE – 9 MAGGIO 2025 66MO VIAGGIO DI SOLIDARIETA’


A Mouda   Fondazione  Santina inaugura un nuovo pozzo   in occasione del 66mo viaggio di solidarietà Camerun.
Ecco il video promozionale il viaggio

Riportiamo il programma indicativo del viaggio di Solidarietà
FONDAZIONE SANTINA ONLUS
ASSOCIAZIONE AMICI DI SANTINA ZUCCHINELLI
66MO VIAGGIO DI SOLIDARIETA’
Prendi una lacrima,
passala sul volto di chi non ha mai pianto
Prendi una lacrima, passala sul volto di chi non ha mai pianto.

 Camerun – 28 aprile – 9 maggio 2025
Programma
Delegazione in Kenya: Luigi Ginami Presidente
e Padre Danilo Fenaroli, missionario bergamasco del PIME

GIORNO MATTINO POMERIGGIO  – SERA
Domenica
27 aprile
INIZIO 66MO VIAGGIO DI SOLIDARIETA’ – Ore 18,00 Santa Messa di “inizio viaggio” alla Parrocchia San Leone Magno di Cenate Sopra
Lunedì
28 aprile
ITALIA – ETIOPIA
– preparativi per la partenza – Ore 16,00 partenza da Città alta per aeroporto Orio al Serio e transfert a Malpensa
– ore 23,40 Milano Malpensa Volo Ethiopian Airlines ET737 decollo
Martedì
29 aprile
ETIOPIA – CAMERUn
– ore 7,20 arrivo Adis Ababa Etiopia
– ore 9,05 volo ET 955 decollo
– arrivo ore 11,10 Yaoundé Camerun
Transfert alla casa dei missionari del PIME nella Capitale del Camerun celebrazione eucaristica
Mercoledì
30 aprile
YAOUNDÉ
– Soggiorno a Yaoundé  visita alle opere del PIME – Soggiorno a Yaoundé visita alla Nunziatura Apostolica
Giovedì
1 maggio
YAOUNDÉ MAROUA MOUDA
Cda 1
Ore 20,30
– Dopo la celebrazione della Messa transfert in aeroporto a Yaoundé
– ore 10,30 Volo HK1 decollo
– ore 12,00 arrivo a Maroua
– transfert a Mouda (33Km) alla «Fondation Bethléem»
– incontro con la struttura cena e pernottamento
Venerdì
2 maggio
MOUDA
– Celebrazione Messa e visita alla «Fondation Bethléem» – nel pomeriggio primo colloquio con Padre Danilo in vista della stesura del libretto #VoltiDiSperanza
Sabato
3 maggio
MOUDA
Cda 2
Ore 20,30
– Ore 10,00 INAUGURAZIONE POZZO DI ACQUA DEDICATO A GIOVANNI BELOTTI Nel Villaggio di Gazad – Visita ai villaggi e incontro con tre bambini del programma di adozione a distanza
Domenica
4 maggio
MOUDA
Celebrazione Messa e Visita ai villaggi e incontro con tre bambini del programma di adozione a distanza – Visita ai villaggi e incontro con quattro bambini del programma di adozione a distanza
Lunedì
5 maggio
MOUDA
Cda 3
Ore 20,30
Celebrazione Messa e Visita di Maroua: l’asilo e centro diurno dei Padri del PIME – Continua la visita di Maroua alla casa delle ragazze madri
Martedì
6 maggio
MOUDA –
MAROUA –
YAOUNDÉ
– Dopo la celebrazione della Messa transfert in aeroporto di Maroua – ore 12,45 volo HK1 decollo – ore 14,15 atterraggio a Yaounde
Transfert alla casa el PIME
Mercoledì
7 maggio
YAOUNDÉ 
– Soggiorno a Yaoundé  visita alle opere del PIME – Soggiorno a Yaoundé  visita alle opere del PIME
Giovedì
8 maggio
CAMERUN – ETIOPIA 
Dopo la celebrazione della Messa Transfert in aeroporto a Yaunde
– ore 12.10 Volo ET 955 decollo
– ore 20,55 arrivo ad Addis Ababa Etiopia
Venerdì
9 maggio
ETIOPIA – ITALIA
– ore 00,15 Volo ET 736 decollo
– ore 5,50 atterraggio a Milano Malpensa  transfert con pullman a Bergamo
– nel primo pomeriggio arrivo a Bergamo, Santa Messa e riposo
Sabato
10 maggio
– riposo e distensione  – ore 18,00 Santa Messa di “ringraziamento viaggio” al Santuario Madonna dei Campi di Stezzano

La storia di «Fondation Bethléem». I giovani del Camerun hanno un padre italiano: «Diamo loro un futuro»
Danilo Fenaroli, missionario del Pime, è nel Paese africano dal 1990 e dirige il Centro Betlemme per i giovani. Molti degli accolti sono disabili. «Qui cristiani e musulmani lavorano insieme» «Cosa posso far nascere di buono qui?»: è questa la domanda che ogni cristiano è chiamato a porsi in qualsiasi luogo egli si trovi a vivere e operare. È lo stesso quesito che si è posto padre Danilo Fenaroli, trentenne missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere), quando – nel 1990 – giunge a Mouda, villaggio nell’estremo nord del Camerun, oggi minacciato dalla presenza dei terroristi di Boko Haram. Appena arrivato si rende conto del grave stato di abbandono nel quale vivono i giovani disabili fisici e mentali, considerati dalla popolazione vittime di maledizione. Nel nord non esiste alcun centro dedicato a loro. Padre Danilo si propone dunque di dar vita a una struttura dallo stile familiare che possa ospitarli e assisterli, una realtà non riservata ai soli disabili per evitare che venga considerata un ghetto. Per questa ragione il missionario desidera che questa struttura dia accoglienza anche a bambini in difficoltà e offra attività formative per i giovani. Nel 1997 nasce il Centro Betlemme. Passano gli anni, il Centro cresce: oggi si estende su un’area di 45 ettari e comprende anche una fattoria. Qui crescono insieme e sono amorevolmente assistiti 180 bambini e ragazzi cristiani e musulmani: molti sono disabili che – seguiti con competenza e dedizione e anche grazie alle attività di riabilitazione e fisioterapia – nel corso degli anni migliorano conquistando sempre maggiore autonomia. Vi sono anche 56 neonati orfani di mamma (morta durante o subito dopo il parto) che vengono affettuosamente accuditi prima di fare ritorno, dopo due anni, nelle famiglie di origine. Al Centro vivono anche 23 pastorelli orfani che crescono sereni e frequentano la scuola elementare interna, una scuola inclusiva che accoglie anche 51 bambini sordi cui si aggiungono numerosi piccoli provenienti dai villaggi vicini. Allo stesso modo l’asilo interno è riservato non solo ai bimbi residenti del Centro ma anche a quelli che vivono nei dintorni. Qui, inoltre, per nove mesi all’anno, sono ospitati più di 150 giovani che frequentano i corsi ideati da padre Danilo: taglio e cucito, tintura, falegnameria, lavorazione del cuoio, edilizia, agricoltura e allevamento. Bambini, ragazzi, giovani sono seguiti da 180 operatori: insegnanti, medici, fisioterapisti, infermieri, assistenti sociali. Sono cristiani e musulmani. Racconta padre Danilo: «Tra noi operatori c’è affiatamento, complicità, un clima bello di concordia e familiarità. La diversa appartenenza religiosa non è motivo di divisione: lavoriamo uniti, condividendo gioie e preoccupazioni, mossi dal comune intento di restituire il sorriso e la speranza a giovani vite provate da sofferenze e solitudine. Tra i bambini e i ragazzi cristiani e musulmani del Centro i rapporti sono sereni, così come quelli tra le loro famiglie. Allo stesso modo sono sereni i rapporti con le moltissime persone che ogni giorno vengono qui dai villaggi vicini sia per fare riabilitazione sia per acquistare i prodotti della fattoria e quelli realizzati dai giovani. Noi ci impegniamo molto per creare un clima accogliente che favorisca legami amichevoli fra tutti. Con gli imam locali e i capi villaggio (che sono sempre musulmani) c’è grande rispetto e anche proficua collaborazione: ad esempio, ogni anno li incontro per presentare i nostri corsi di formazione e sono poi loro a contattare i ragazzi incoraggiandoli a iscriversi».Dal 2003 padre Danilo ha deciso di condividere la responsabilità della sua opera con l’associazione internazionale dei Silenziosi operai della Croce: «Unire le forze è un’esperienza bella – dice – ed è fondamentale per assicurare continuità, futuro e qualità alle cure e alle premure offerte alle giovani vite che sentiamo affidate alla nostra responsabilità». Grazie a questa feconda alleanza sono stati avviati progetti anche nella vicina città di Maroua: in particolare, sino ad oggi sono stati aperti un centro diurno per disabili, una scuola materna e una casa famiglia per ragazze madri. «Inoltre – aggiunge padre Danilo – con il prezioso e generoso sostegno della CEI e della Fondazione Pime stiamo continuando a portare avanti nei villaggi sia l’installazione di pozzi d’acqua sia la realizzazione di piccoli orti che assicurano sostentamento e lavoro a tante giovani famiglie cristiane e musulmane». Voler bene generando vita buona: così funziona la logica della generazione di Dio.